mercoledì 31 ottobre 2007

divise di carabinieri nel 900




31 ottobre 2007


Ho trovato nella soffitta, fra vecchie cose e vecchi ormai consunti libri nella cantina della zia di un'amica, alcune copie di acquarelli raffiguranti divise di altri tempi dell'esercito italiano. Trovo interessante farle vedere e ammirare agli appassionati di vecchi disegni. Il primo disegno che propongo rappresenta la divisa dell'arma dei carabinieri, di vari gradi e specialità! Certo che i carabinieri hanno sempre raffigurato nell'immaginario collettivo, degli appartenenti ad un'arma particolare, prescelta, unica. Un corpo vicino alla gente e a tutela della stessa e del rispetto della legalità. Molti i nomi di gloriosi eroi che hanno reso l'arma gloriosa e l'hanno fatta amarer da tutti gli italiani. Non ultimo quello di Salvo D'Amico che si fece fucilare dai nazisti al posto di civili, vecchi e bambini , durante l'ultima guerra mondiale. Ma i tempi cambiano e l'orgoglio di appartenenza a quest'arma, sembra sia, in alcuni piccoli casi, intaccato dalla violazione del codice d'onore.




Italo Surìs

Bistecche alla Bismark

31 ottobre 2007


Buone per il colesterolo! ne ho mangiate parecchie di bistecche alla Bismark, da quando le ho viste fare in mensa in caserma, ogni tanto me le faccio ancora oggi! In due minuti si preparano.


Ingredienti per quattro persone:

4 bistecche di manzo

4 uova

sale e pepe

burro q.b.


Preparazione:


Sciogliete il burro in una padella, rosolatevi da ambo i lati le bistecche, salate e pepate. Levatele, trasferendole nei piatti preriscaldati. Nello stesso condimento versate le uova cucinandole brevemente coperte, appena l'albume diverrà bianco senza peraltro far indurire i tuorli, prelevatele con una paletta e posizionatele ognuno sulla relativa bistecca. Condite poi con il burro fuso.


Buon appetito


Italo Surìs






relatività

31 ottobre 2007



In un ristorante, un cliente si siede al tavolo al centro del quale è appoggiato un cubo di legno con incisi su ogni faccia un numero diverso, alcuni anche rovesciati. Al che, domanda al cameriere:" mi scusi, sa dirmi perchè il tavolo è numerato con cifre diverse e anche rovesce?" E il cameriere;" Sa com'è , ognuno vede sempre ciò che più gli fa comodo!"



Iitalo Surìs

martedì 30 ottobre 2007

una stanza dietro al palcoscenico




30 ottobre 2007


Capiterà anche a voi come è capitato a me di voler rivoluzionare una stanza. Nel mio caso ho ridipinto quella matrimoniale usando la tecnica dello spatolato a calce, inserendo dei riquadri in mezzo alle due pareti attigue, contornati da cornici in gesso e all'interno trattate con stucco veneziano. Tutt'attorno al soffitto, una cornice di cm 3x5 ha completato la decorazione d'insieme. Mancavano all'appello due uniche cose; i termosifoni che ho smontato per far verniciare, oltre alle vecchie tende, che ho fatto modificare intonando le stoffe con i colori della camera. verde muschio come la cornice del soffitto, rosa , come i riquadri alle pareti e bianco sporco , come i termosifoni. Le tende dovevano risaltare su pareti trattate con spatolate a calce di varie tonalità di verde. Potrete vedere la stanza in via di preparazione lincando o cercando nel sito: "rinfreschiamo l'ambiente" nella finestra posta a sinistra dei primi post. Bene intanto vi faccio vedere il risultato, poi in vari tempi vedremo il lavoro che ho dovuto fare e far fare. Direi che il risultato mi ha alquanto soddisfatto, eventuali modifiche sul tendaggio si potranno avere allungando le tende e arricciandole con delle apposite calamite. ciò facendo, sarà possibile diminuire l'ampiezza del pezzo centrale e anche le tende di color verde muschio che cadono lateralmente, staccando nettamente su quelle bianche che coprono due finestre distinte delle dimensioni di cm 80 x 130. Ho voluto creare l'effetto di un palcoscenico, coprendo con un'unica tenda tutta la parete posta di fronte all'entrata. Il risultato che forse sminuisce un pò la reale bellezza dell'intero lavoro è quello che potete vedere in alto al centro del post.



Italo Surìs

Spaghetti all'amatriciana



30 ottobre 2007


Un classico della cucina laziale. Ma ormai un piatto che si trova sulle tavole di tutti gli italiani, ricordo ancora i film del grande Aldo Fabrizi, in bianco e nero girati negli anni sessanta. Si sbafava una intera terrina di spaghetti all' amatricina e vi assicuro a vederlo veniva fame. Bei tempi, ma non scherzava nemmeno Totò in fatto di pastasciutta e a dir la verità nemmeno io quando avevo vent’anni!

Spaghetti all’amatriciana

Ingredienti per quattro persone:

abbondiamo con gli spaghetti e ne usiamo ben 400 gr.
100 gr. di guanciale obbligatorio
2 scatole di polpa di pomodoro già sminuzzata
1 peperoncino rosso fresco e piccante
3 cucchiai di olio d’oliva extravergine
Sale e pepe
Pecorino romano grattugiato

Preparazione:

In una padella fate ammorbidire nell’olio il guanciale tagliato a tocchettini, assieme al peperoncino intero che leverete, o a pezzi se volete lasciarlo. Aggiungete ora la polpa di pelati sminuzzati, e lasciate cucinare per circa venti minuti, aggiustando di sale e di pepe. Intanto fate bollire dell’acqua salata e immergeteci gli spaghettini, scolateli al dente e fateli saltare nel sugo già pronto a fuoco basso per un paio di minuti. Versate nei piatti tenuti al caldo nel forno alla temperatura di 30 gradi e cospargete con abbondante pecorino romano grattugiato.

Buon appetito

Italo Surìs

spaghetti alla carrettiera

30 ottobre 2007

Spaghetti alla carrettiera

Era uno dei piatti preferiti in casa: gli spaghetti alla carrettiera, forse un po’ più elaborato degli altri, ma anche più gustoso. Non restava mai nulla nel piatto quando la mamma, su richiesta di papà, lo preparava. Il piatto ritornava lucido come quando lo si prendeva dalla credenza. Ma eccovi la ricetta.

Ingredienti per 4 persone:

350 gr di spaghetti n° 5
300 gr di funghi porcini
50 gr di pancetta affumicata da tagliare in dadini
1 scatola da 80 gr di tonno sott’olio
250 gr di pelati già a pezzettini
2 spicchi d’aglio
6 cucchiai di olio d’oliva
Sale e pepe
Parmigiano reggiano o padano

Preparazione:

Preparate innanzitutto il sugo facendo rosolare un pezzo di carne in olio d’oliva extravergine nel quale prima avrete soffritto un trito di carote, cipolle , sedano e altri odori, Bagnate il pezzo di carne con mezzo bicchiere di vino bianco, fate evaporare, versate poi il preparato di pomodoro, aggiustate di sale e di pepe e lasciate che il tutto si cucini a fuoco medio per venti minuti.

Nel frattempo pulite i funghi porcini, raschiando con un coltello il fondo terroso ed eliminando le parti non sane. Pulite con uno straccio appena inumidito. Versate l’olio in un tegame, fatevi imbiondire i due spicchi di aglio che leverete appena ingialliscono. Abbassate la fiamma al minimo e aggiungete i dadini di pancetta preparati precedentemente levandoli non appena si ammorbidiscono, aggiungete con la fiamma al minimo i funghi tagliati grossolanamente fateli cucinare con il coperchio, aggiungendo se è il caso, un cucchiaio di acqua. Salate e pepate e versate il tonno sbriciolato e privato dell’olio di conservazione.

Lasciate che si amalgami a fuoco moderato per qualche minuto, aggiungete a questo punto il sugo privato del pezzo di carne e lasciate che termini la cottura mescolando delicatamente. Intanto in un capiente recipiente versate gli spaghetti in acqua bollente precedentemente salata, scolateli al dente, conditeli col sugo addensato e spolverizzate la pietanza con formaggio grana precedentemente grattugiato. Nel caso è possibile fare un sugo con solo pelati aglio olio e basilico, aggiustando di sale e di pepe.

Buon appetito




Italo Surìs

faccia da cavallo




30 ottobre 2007
Una persona con un elevato concetto di sè, la si vede subito. Infatti se si dovesse parlar male di un cavallo, costei si offenderebbe subito!



meditate gente






Italo surìs

Ravioli con ripieno di radicchio

29 ottobre 2007



Non potevano mancare i ravioli con ripieno di radicchio, è una ricetta che si usa moltissimo qui nel veneto, dico qui anche se il Veneto per me è là. Ma non a troppi chilometri da dove abito in Friuli, una decina al massimo. Fra l'altro ho sempre lavorato e studiato in quella regione per cui apprezzo moltissimo la loro cucina regionale. Una cucina casalinga, ed è per questo motivo che vi propongo un piatto composto da un primo di pasta fatta in casa. Trovo che gli ingredienti che compongono tale pietanza rappresentino, in modo completo, i prodotti usati dalle casalinghe nei tempi passati in queste due regioni.


Ingredienti per 4 o 6 persone

300 gr di farina 00

3 uova intere

1 tuorlo d'uovo

300 gr di ricotta fresca

300 gr di radicchio di Treviso

1/2 cipolla

3 cucchiai di parmigiano grattuggiato o di formaggio "pincion"( afrodisiaco) come appunto viene considerato il formaggio latteria stagionato di 12 mesi!

150 gr di burro

olio e.v.o.

sale e pepe


Preparazione:


Preparate la pasta fatta in casa, mettendo la farina a fontana e aggiungendo le tre uova sbattute con un pizzico di sale e di pepe, allungate con un cucchiaio di acqua. Impastate gli ingredienti con le mani e lavorate a lungo la pasta fino ad ottenere un composto liscio e sodo. Fatela riposare, avvolta in uno straccio o nel domopak, per circa un'ora in luogo fresco e asciutto. Intanto preparate il ripieno. Versate l'olio in un tegame aggiungete il radicchio tagliato alistarelle, con una noce di burro. Fate cucinare per circa cinque minuti a fuoco medio, allungando eventualmente con dell'acqua o del brodo vegetale. Salate e pepate. In una terrina aggiungete alla ricotta il tuorlo d'uovo, il radicchio tritato finemente, un cucchiaio di parmigiano e aggiustate di sale e di pepe. Con la pasta fate due sfoglie di circa 2 millimetri di spessore, disponete su una delle due, dei mucchietti di ripieno di ricotta e radicchio collocandoli a circa 5-6 cm uno dall'altro. Ricoprite con l'altra sfoglia , premete quindi la pasta con le dita attorno ad ogni mucchietto di ripieno, poi taglite il raviolo così preparato con l'apposita rotella tagliapasta, dando una forma quadrata ad ogni elemento. Fate bollire l'acqua aggiungete del sale ed un cucchiaino di olio, affinchè i ravioli non si attacchino fra loro. Quando l'acqua freme , ma non bolle versate i ravioli e fateli cucinare finchè salgono in superficie. Raccoglieteli con una paletta forata, versateli nel piatto e conditeli con burro fuso in cui avrete fatto imbiondire della cipolla tagliata a fette sottili. cospargete i piatti con abbondante formaggio grattuggiato. Potete abbellire il piatto con un piccolo cespo di radicchio fatto rosolare velocemente in olio e una noce di burro.


Buon appetito


Italo surìs

lunedì 29 ottobre 2007

Penne con funghi in crema di panna

29 ottobre 2007


Sempre parlando di funghi , dopo le pappardelle vi propongo un ulteriore modo di fare un'ottima pastasciutta. Sapete benissimo quanto delicato sia il sapore dei funghi se aggiungiamo derivati del latte, come burro o panna da cucina, si sa si fanno anche i pasticci ai funghi ed è un piatto che mi riprometto di inserire più avanti. Abbiate pazienza, un passo alla volta altrimenti non vi sto dietro!


Dosi per 4 persone:


350 gr di pasta tipo penne

300 gr di funghi champignon

1 dl di panna da cucina

1 spicchio d'aglio

150 gr di olio extravergine d'oliva

sale e pepe


Preparazione:


Pulite gli champignon e affettateli, intanto in una padella antiaderente fate imbiondire l'aglio schiacciato, con l'olio di oliva. Levate l'aglio appena imbiondisce , unite i funghi , salate e pepate cucinando a fuoco medio. Dopo circa una decina di minuti, aggiungete la panna, cucinate ancora per circa cinque minuti. Fate lessare la pasta in abbondante acqua bollente salata, un litro per cento grammi di pasta, scolatela al dente e fatela saltare nella padella con l'intingolo già pronto, lasciandola sul fuoco basso per qualche minuto. Se preferite potete colorare il condimento con un cucchiaino di concentrato di pomodoro, disciolto in una tazzina di acqua calda.


Buon Appetito


Italo Surìs

Pasta con sugo alla pizzaiola

Sugo alla pizzaiola

29 ottobre 2007




Non serve ovviamente ripetere la ricetta per fare la carne alla pizzaiola, pietanza che costituirà il conndimento della pasta che cucinerete in abbondante acqua bollente precedentemente salata. La ricetta della carne la potrete trovare nel link sottostante! L'unica variante è se usare bistecche di controfiletto o in alternativa un unico o più pezzi di carne, oppure con le bistecche preparare delle specie di involtini con all'interno una fetta di prosciutto cotto, arrotolati e chiusi con uno stuzzicadenti. versate il sugo ottenuto sulla pasta scolata al dente.






Italo surìs

Carne alla pizzaiola



Macelleria nel XV° secolo da Wikipedia


29 ottobre 2007

Finalmente dopo tanto, una ricetta. Moltosemplice e gustosa, l'ha preparata in velocità mia moglie ma la facevano spesso a casa. E' utile se non si ha il tempo di scongelare la carne e con il sugo della pietanza si può condire la pasta il giorno dopo o nel pranzo stesso se si usa mangiare un pasto completo. Con l'aria che tira e vista l'età, mi sono abituato a mangiare un primo ed un contorno o alla sera un secondo sempre con il contorno. Serve per tenersi in forma fisicamente e contenere l'eccesso di peso. Non è la prima volta che dico che i miei genitori erano meridionali e il piatto che vi propongo che io chiamo carne alla pizzaiola su alcuni libri di cucina è denominato " controfiletto alla napolitana". La si chiami come si vuole ma il procedimento di preparazione quello è e quello rimane.

Napoli di notte

Dosi per quattro persone:

4 bistecche di controfiletto, ma anche di altro tipo meno costoso, purchè non di taglio lungo.

4 cucchiai di olio extravergine di oliva

2 spicchi d'aglio schiacciati

Origano quanto basta

250 gr di salsa di pomodoro

sale e pepe


Preparazione: carne alla pizzaiola!



Fate imbiondire leggermente nell'olio di oliva, gli spicchi d'aglio mondati e schiacciati, a fuoco basso. Aggiugete i pomodori a pezzettini già pronti, lasciate cucinare a fuoco medio per una decina di minuti. Se l'aglio dovesse disturbarvi potete levarlo appena ha preso colore. Aggiungete ora le bistecche e lasciatele cucinare lentamente nel sugo incoperchiando il recipiente. Correggete di sale e di pepe e aggiungete un cucchiaino di origano molto profumato. Lasciate cucinare fino a che il sugo sarà sufficientemente addensato. Accompagnate la carne con una purea di patate o con dei pisellni appena scottati, saltati nel burro con delle fette sottili di cipolla e portati a cottura definitiva, con l'aggiunta di brodo vegetale caldo.




Italo Surìs
















domenica 28 ottobre 2007

pasta fresca storia e tradizioni 2^

Sempre il solito negozio di pasta a Venezia


28 ottobre 2007


Sarà meglio che inserisca alcune ricette di pasta fresca, prima che mi mandino alcuni proiettili come minaccia, visto che ultimamente si usa farlo parecchio in Italia. Una richiesta frequente è riferita alle pappardelle, un tipo di pasta più larga delle famose fettuccine all'uovo. Si fanno facilmente usando la macchinetta apposita che varia lo spessore dei rulli fra i quali viene inserito l'impasto, fino ad ottenere quello più adatto. La macchina può essere anche motorizzata e una volta preparato l'impasto, lo si fa scorrere fra cilindri metallici che possono avere anche delle scanalature predisposte, le quali variano di spessore e larghezza in base al tipo di pasta che si vuole preparare. Circa 2 mm di larghezza per gli spaghetti alla chitarra, 12, 15 mm per le fettucine o le pappardelle.


Lasciando i rulli normali, quelli lisci per intenderci, si otterrà una maggiore larghezza della sfoglia. Le lasagne possono essere fatte tagliando a misura, con un coltello affilato o con l'apposito disco dentellato, la striscia di pasta che fuoriesce, dopo aver fatto passare più volte il composto nell'attrezzo di cucina sopra menzionato. Per tagliare a misura le fettuccine o le pappardelle, si consiglia di arrotolare su sè stessa la sfoglia, provvedendo poi a tagliare a misura singoli spessori equivalenti alla larghezza della pasta desiderata. Una volta srotolato il pezzo ottenuto, avremo una singola pappardella.
E' ancora usanza adoperare per stendere l'impasto, il classico mattarello di legno, quello che usavano le massaie per punire i mariti poco zelanti o se volete troppo birboni, mattarello che si faceva rotolare sull'asse di legno, tutt'ora in commercio. Su di esso, una volta spolverizzata la farina, veniva allungata e formata la sfoglia, la quale sarebbe stata poi tagliata nelle forme più idonee, per farne lasagne o fagottini o fettuccine e pappardelle. Se arrotolata finemente attorno ad un ferro da calza, in alcune zone del meridione si possono ottenere i classici fusilli, mentre in veneto si può ottenere la forma di grossolani spaghetti, denominati bigoli.


Questi ultimi venivano fatti, nei tempi che furono, con un marchingegno di ghisa fusa a forma di imbuto, chiamato in dialetto "bigolaro", fissato al tavolo con un morsetto. Nella parte inferiore dello stesso, alcune ghiere in bronzo dette trafile, facevano fuoriuscire la pasta nelle forme desiderate. La stessa veniva spinta verso il basso da un' elica in materiale ferroso che la risucchiava dall'alto e la spingeva verso i fori delle ghiere avvitate al fondo dell'attrezzo. I bigoli poi si lasciavano essiccare per una giornata in luogo asciutto e leggermente ventilato, in modo che l'umidità presente nel composto svanisse evaporando completamente.



Italo Surìs

Lacrime amare




28 ottobre 2007

http://www.beppegrillo.it/2007/10/la_solitudine_d_2.html

Volevo parlare di pasta fresca questa sera, mi ero volutamente allontanato mentalmente dai problemi di questa nazione, ancora senza speranza. Ma questa sera ho letto il post di Beppe Grillo che riporto nel link appena sotto la data. E' mia intenzione dimostrare la mia solidarietà nei confronti di un ulteriore magistrato coraggioso, una donna tenace, intelligente stritolata come molti da un sistema in cui si muovono con troppa disinvoltura poteri oscuri, in mancanza di luce , in un chiaroscuro di ombre che vanno dal nero antracite al nero completo, quello del buio dell'illegalità e della mancanza di vera democrazia.



Conosco bene il sistema, chi non si allinea o vuole combatterlo per amor suo o di patria, prima o poi sparisce fra l'indifferenza totale, un'indifferenza non certo dovuta all'ignoranza, come Beppe Grillo asserisce nel suo blog, ma alla sottovalutazione dei reali problemi, o più verosimilmente a irresponsabilità. Una forma di incoscienza collettiva ha preso il posto della verità. La negazione è subentrata inconsciamente o consciamente nella mente dei più che rimangono indifferenti alle lacrime di una donna coraggiosa, la quale, a quanto pare, è stata minacciata di morte dalle stesse persone che probabilmente le hanno ucciso i genitori.


Credo in questa donna, ci credo parecchio, perchè le lacrime di sofferenza derivano dalla consapevolezza di ciò che accade attorno a lei. Sa, sa molto, e si è permessa di contrastare il male che avvolge questo paese, lo stesso male che non lo fa crescere, che allontana gli investimenti esteri. E' la morte di una democrazia a cui stiamo assistendo, la nostra morte signori, la mia, la tua, la vostra e quella dei vostri figli, i quali non avranno futuro se non incominciamo unitariamente ad aprire gli occhi, ed ad incominciare a capire.


E' vero i magistrati hanno addottato un sistema diverso, si mostrano in pubblico, ma lo fanno per un valido e importante motivo. Per salvare sè stessi e l'intero paese, parlano, mettendo a conoscenza di ciò che si è scoperto, affinchè nulla si insabbi e con la speranza che si rompa l'indifferenza e che ci si accorga della melma che ci sta sommergendo. Parla la Forleo, parla anche De Magistris, parlò se ricordate Caponnetto e ora incominciano a nascere i blog, diari di gente che ha voglia di dire e far conoscere, perchè desiderano veramente capire e far capire cosa si muove dietro le quinte, e chi realmente tira i fili di un sistema impazzito.


Grillo ha fatto dei nomi, ha lanciato strali ed accuse, non so chi siano realmente i burattinai del teatrino chiamato Italia, so di certo che sono poteri economici forti, i quali gestiscono ogni centimetro di questa terra e con essi anche la nostra esistenza e il nostro futuro.



Ti mando un bacio Forleo, ti voglio bene. So cosa sia la sofferenza che provi e sono stato colpito anche dall'amore di donna e di magistrato che dimostri nei nostri confronti, figli ingrati, che ti lasciano sola contro un gruppo agguerrito di malfattori. Non sei pazza, lo sappiamo Clementina, e hai fatto benissimo a parlare, a farci sapere come stanno realmente le cose. Si può aver fiducia in un sistema se lo stesso si dimostra attendibile, cosa che a quanto pare parrebbe essere messo in discussione. Mi ricordo di un nome di giudice che in Sicilia professava il suo compito istituzionale durante gli anni dei grandi processi alla mafia. Si chiamava Carnevale e stranamente durante il periodo in cui giudicava, gli elementi a carico degli accusati erano insufficienti o qualcosa non andava nella forma e nei tempi processuali. Risultato? venivano tutti sempre assolti.


Capiamo perchè tu abbia poca fiducia di chi ti circonda, è un tuo diritto, non capiamo invece come mai dei colleghi di De Magistris abbiano presentato degli esposti contro di lui, che sia un mafioso?? Ma non temere, non possiamo dirti di continuare, ma sappi che con il cuore e con la forza della dignità personale ti seguiremo sempre con il nostro sostegno. Sei la nostra bandiera, un simbolo per tutti noi, sperando che come te e De magistris ce ne siano altri.


Violante ha affermato che i magistrati non debbano scendere in piazza , ma lavorare in silenzio nei tribunali e fare sentenze. Io controbatto che ciò che riguarda il popolo italiano debba essere conosciuto in tutti gli aspetti, affinchè esso stesso possa giudicare l'operato di politici e magistrati e di ogni singolo elemento coinvolto nel caso. Conoscere per poter votare correttamente e se necessario cambiare. E se la stampa non è più libera, ma vincolata dagli stessi poteri che minacciano la Forleo, allora è giusto che ci siano trasmissioni come anno zero, affinchè tutti sappiano.
Non ci deve essere nessuna causa in tribunale a porte chiuse, mentre la fiducia sarà data solo in chi ha dimostrato di meritarlo. Tutto deve essere fatto alla luce del sole e fra i giudici ci dovremo essere anche noi, giudici popolari, i rappresentanti del popolo italiano. Mi spiace ma a questo punto ci fidiamo solo di noi stessi e forse anche no!

Non tutti i giudici o magistrati potrebbero veramente essere degni della fiducia e del rispetto di noi italiani, lo ripeto! So, giovani magistrati che tornerete al vostro posto quando la legalità sarà veramente rappresentata da uomini degni di rappresentarla. Mentre anche i potenti saranno giudicati per gli atti compiuti, come qualsiasi altro abitante di questa nazione, senza indulgenze e senza sconti alcuno, anzi, per i responsabili e gli amministratori pubblici colti in fragarante, la pena dovrà essere molto severa, affinchè i misfatti non si ripetino.


Spero che la gente incominci a capire cosa vuol dire rimanere isolati per amore del bene comune. E' successo a Falcone, a Della Chiesa e a Borsellino e come loro a tanti altri. Tanta gente è morta e continuerà a morire per la patria e per ciò in cui crede e altrettanta ucciderà per principi sicuramente meno nobili. La guerra fra il bene ed il male continuerà all'infinito, senza vinti nè vincitori, ma in un mondo di gente sconfitta. Un bacio Clementina, e coraggio.


Italo Surìs

Che Drago quel Draghi!

Paolo Uccello: San Giorgio e il Drago da wikipedia


28 ottobre 2007


Certo che Draghi è proprio un Drago, il nostro sveglio Governatore della Banca d'Italia si è finalmente accorto che gli stipendi dei dipendenti sono bassi e che nel resto d'Europa la paga di un operaio con la stessa mansione, può essere superiore anche del 40%. Ma va!, se non fossi impegnato presso la pubblica amministrazione, di certo avrei fatto l'economista. Non è per niente facile fare una scoperta già fatta da milioni di famiglie di dipendenti già vent'anni fa, e neppure calcolare la costante e continua svalutazione che la nostra paga ha subito in questi ultimi dieci anni.


Il risultato!, imprese che chiudono a bizzeffe ogni giorno, il calo del mercato interno e la mancanza di fiducia nei confronto di politici e di istituzioni. tutto ciò mentre persiste al governo una strisciante guerra sotterranea di opinioni e di poteri che corrode tutto il sistema, e lentamente si scivola verso il malcostume generale. L'evasione è nonostante tutto in aumento, le fatture vengono evitate per diversi motivi, primo dei quali è che i professionisti, dentisti o artigiani, non accettano più ad averti come cliente, se costretti a farla. Mentre gli acquirenti che sono gli unici che non possono defalcare dalle spese, l'importo dell'IVA, cercano di risparmiare sulle cifre iperboliche che vengono presentate, non sapendo che il più delle volte l'importo richiesto può essere già superiore alla media dei prezzi di mercato! Doppia illusione!


Nessuno fa più un preventivo che sia rispettato, trucchi e imperizia permettono di aumentare i tempi della manodopera, mentre i negozi fra una mercanzia e l'altra infilano anche prodotti scaduti o vicini alla data di scadenza. Sono troppi i commercianti, troppi e troppo cari. Fra l'altro non creano ricchezza e danno anche poco lavoro. Caro il mio Draghi, hai finalmente scoperto l'acqua calda e hai dettato la tua ricetta per uscire da una crisi ormai radicata, la recessione Italiana, se così si può ancora chiamare l'implosione economica simile a quella degli anni 30 in America.


Ormai è una via senza possibilità di ritorno, un cane che si morde la coda in un sistema in cui la paga del dipendente dovrebbe perlomeno, per diventare decente , aumentare più di 500 € netti, in busta paga. Ma se alcuni imprenditori dimostrano generosamente di anticipare trenta euro nella busta paga, un importo sia ben chiaro equivalente al costo del mancato contratto, altri assumono e licenziano approffittando di leggi per il precariato ancora imperfette. Intanto la confindustria per la seconda volta mette le mani sul tesoretto, levando ai dipendenti ciò che avrebbe potuto agevolare economicamente le famiglie. Forse nella scelta ha pesato il no dei metalmeccanici, degli aderenti al sindacato Fiom, l'ala più oltranzista dicono, sicuramente più attenta e conscia deil rapporto fra sacrifici e risultati. Sono costoro vecchi operai in attesa di andare in pensione, gente quindi che ha faticato e che conosce la parola lavoro! O anche dipendenti della pubblica amministrazione che dopo più di due anni devono ancora vedere operativo il contratto concordato fra le parti sindacali ed il Governo.


Un contratto capestro, che a malapena sopperisce alla svalutazione di questi ultimi anni e che tutti ipocritamente definiscono una grande conquista, senza peraltro aver ancora la certezza che esista una reale copertura economica. Certo caro Draghi, aspettavamo proprio te per capire che in Italia si fa la fame, che i manager pubblici e privati, proprio come in America stanno conducendo l'economia al collasso, con i loro benefit e le pensioni scippate agli operai e gli emolumenti di centinaia di milioni di euro all'anno. Cifre iperboliche pagate il più delle volte per portare ditte pubbliche o private allo sfascio totale.


Esiste in Italia un culto della personalità eccessivo, in cui il Dio sole collocato nella sua posizione da partiti, sembra che voglia cambiare un mondo che neppure conosce! Certamente quando si parla dei giovani, si fa notare come costoro non si allontanino da casa perchè mal retribuiti o perchè privi di una sicurezza per un futuro, la mancanza di ammortizzatori sociali non gioca peraltro a favore dei nostri trentenni, che se volessero veramente intraprendere, dovrebbero investire capitali che nessuno mai gli darà. Capitali che se anche dovessero trovare, non servirebbero a granchè, visto che troverebbero la strada sbarrata da clan di corporazioni creati dallo stesso sistema, che ipocritamente li accusa di essere dei bamboccioni. Largo ai giovani quindi, purchè non diventino dirigenti troppo in fretta. E i diagrammi mostrano come le paghe dei più anziani sia maggiore di quella dei giovani. Strano in uno stato che ha fatto di tutto perchè queste siano esclusivamente legate agli scatti di anzianità!Eppure a me è sempre sembrato che pagassero subito tanto, senza aspettare che l'età avanzasse!

Allora come la mettiamo?, è l'esperienza che fa bravi o la cultura, è l'intelligenza e la saggezza o l'arroganza e la dedizione al lavoro, è la disponibilità dei single o la necessità di un capofamiglia, è la fatiica cha merita di essere ricompensata, il rischio della salute o le chiacchere di illuminati manager, ai quali peraltro vengono dati dei benefit e dei premi in base al risultato raggiunto dalla società o dall'industria. Certo perchè dietro ai torni, e alle catene di montaggio, negli uffici, o nelle amministrazioni, costoro sono sempre peresenti e capaci di risolvere qualunque problema! Evviva gli dei del capitalismo del paese dei maccheroni.

In ogni modo ci mancherebbe anche altro che un anziano prendesse meno di un giovane suo parigrado, sempre che non si lavori a cottimo, ma anche in questo caso vorrei proprio vedere. Non è una novità che la gente aspirerebbe ad andare in pensione dai venti ai quarant'anni, iniziando a lavorare subito dopo. Una proposta del genere verrebbe certamente accettata più che volentieri, anche perchè gli anziani i soldi li spendono per mantenere i bambocci o per curarsi da mali endemici.
Il problema si risolve molto facilmente , basta che i nostri imprenditori mettano mano al portafogli, investendo sull'individuo non considerandolo solo come elemento produttivo, ma come elemento insostituibile di un sistema produttivo che sceglie la crescita e la qualità più che il fatturato stesso. Meritocrazia è la parola d'ordine che tutti apparentemente vogliono ma che nessuno realmente applica.


Tantè vero che i laureati oramai non trovano lavoro, perchè sostituiti da quelli con laurea breve, a tutti gli effetti considerata come il diploma degli anni sessanta. Figurarsi se un genitore manda a lavorare il proprio figlio laureato fuori casa, perchè venga sfruttato e pagato ottocento euro mensili. Una cifra che anche gli indigeni, arrivati dall'india o dal bangladesh per accudire le giumente nei grandi allevamenti del nord, rifiutano con disprezzo. E pensare che per loro sono soldi utilissimi, visto che li inviano ai parenti lontani. Su repubblica si legge: operai e neolaureati con lo stesso reddito dal 2001, premiati solo i dirigenti + 10.7%, mentre gli impiegati hanno perso potere d'acquisto - 1,3%


Sembra che l'impresa sia fatta solo da dirigenti, che il più delle volte sono inattendibili ed incapaci, sopratutto nel pubblico, ove gestiscono soldi pubblici facendo lavorare come i privati, ma pagando come gli statali. Si sa la struttura pubblica è a personale uso e consumo di costoro, e le leggi non valgono o valgono meno che nel privato ove uno sciopero può danneggiare la produttività o dove un dipendente capace è difficilmente sostituibile. Ho sempre convintamente sostenuto che i dirigenti, sia pubblici che privati, non dovessero essere peremiati in base al risultato economico ottenuto, con benefit o in percentuale!


Ne sarebbe andata a rischio la qualità del prodotto o il rapporto con i dipendenti. Ma le due cose non sempre coincidono, nel senso che un buon managere riesce ad ottenere degli ottimi risultati in base alla sua autorevolezza. Ciò non toglie che una paga spropositata diventi uno schiaffo dato al resto della categoria, se dovessero prese iniziative per il contenimento dei costi, solo riducendo gli stipendi degli operai o usando nei loro confronti una flessibilità eccessiva. E a maggior ragione se l'azienda dovesse godere di contributi statali.


Ne ho avuto negli anni riprova. In genere chi conduce la cosa pubblica è gente che non conosce il sistema produttivo, o che all'incontrario vorrebbe applicare le regole del mercato senza averne nè la capacità o la facoltà, identificandosi in un dirigente privato, ma quel che è peggio considerando la struttura pubblica come bene personale. E qui sorge spontanea una domanda: perchè lo fa a qual pro?, per mera ambizione personale o per motivi ai più sconosciuti? E', si badi bene, un atteggiamento encomiabile se bilanciato da regole basilari attuate e normalmente usate nell'imprenditoria privata, ma molto pericoloso e dannoso, se applicato come sistema in un contesto in cui non si può, pur con tutta la volontà, rispondere a queste richieste!


Nelle aziende pubbliche il lavoro è molto specialistico e non si è assunti in base al proprio curricola lavorativo, ma in base alle richieste di una specifica figura,e ai punteggi conseguiti in base titoli posseduti e in base al profilo delineato dagli organi competenti. Il resto è, e rimane, un personale bagaglio di esperienze che potrebbe anche non esistere. Se così non fosse sarebbe giusto a parer mio tenere in considerazione tutto l'iter professionale, inserendo la così detta risorsa umana in una posizione sicuramente di livello superiore, con conseguente rivalutazione stipendiale. In poche parole non è possibile assumere un Giudice in un'impresa edile con le mansioni di manovale, pagandolo come tale e pretendere che costui ti difenda in tribunale per risparmiare i costi di un avvocato.


E badate bene ciò non ha nulla a che vedere con l'amore nel lavoro, ma è solo una giusta e corretta determinazione di ruoli in un contesto produttivo efficente. Al limite sarebbe scorretto l'inverso e cioè, che un giudice retribuito come tale, si rifiutasse di compiere lavori di manovalanza se nel caso ci fossero le reali condizioni ed esigenze di farlo. Allora sì, sarebbe nel torto e non potrebbe, a mio avviso, rifiutarsi. Ma tutto si può fare nella vita, l'importante è trovare un accordo che guarda caso il più delle volte è economico, ma non solo. Se tali richieste dovessere essere imposte in modo scorretto e con atteggiamenti troppo coercitivi, in questo caso tutto il sistema ne verrebbe a soffrire.


Ma si sa, nessuno paga nel paese di pulcinella se non i più deboli, quelli al di fuori del giro dello scambio di favori. Ma non serve più Draghi, nè gli imprenditori per raddrizzare qualcosa che ormai è fintroppo difficile da sistemare. Non si può pensare ad aumentare la paga se non viene dato quello già pattuito contrattualmente o se concesso furbamente in ritardo per ridurne automaticamente il costo economico.
O se si sfrutta l'operaio sapendo che è bisognoso, pagandolo poco o facendogli fare più ore del perevisto; che poi è la stessa cosa! Sarebbe mancanza di rispetto e di riguardo verso un collaboratore, un possibile e volenteroso e generoso protagonista di un piano di crescita condiviso dalla comunità in cui ci si identifica. Altrimenti come sta avvenendo in Italia si scoprirebbe di venire traditi e quel che fa più male attraverso mezzucci e trucchi indecenti. In ogni modo ci penserà, come ho sempre sostenuto, il mercato a cambiare le cose, al di là di ciò che Casini, sposo in Caltagirone possa affermare. E qui mi riferisco al concetto di meritocrazia e al suo rapporto con il 68!


La meritocrazia è di chi la merita, non certo dei figli di papà o come nel suo caso dei discendenti di una casta partitica, che farebbe bene a giocare a canasta nei pochi giardini rimasti nelle grandi città! E non è stato il 68 , appiattendo la società, come ha affermato recentemente alla televisione il genero del re del cemento, ad eliminare tale concetto, anzi è proprio l'incontrario. L'uguaglianza è un principio costituzionale e la meritocrazia che non è blasonata, è di conseguenza anch'essa un diritto acquisito costituzionalmente. Non ha sangue blu nelle vene nè tantomeno si tramanda da padre in figlio.


Essa dipende da fattori diversi slegati da leggi o norme o atti, dal colore della pelle e tantomeno dal conto in banca posseduto dall'interessato. Essa dipende dalla volontà di ognuno di impegnarsi, dalle capacità intellettuali, dalla creatività, dalla rabbia e dalla voglia di crescere e riscattare il passato, dalle ambizioni e dal coraggio. Tutti coloro che hanno questi requisiti sono l persone che devono essere aiutate anche economicamente a crescere, per il bene della società, per coprire in futuro incarichi importanti e utili per l'intera nazione. E' una cosa che viene fatta in tutti i paesi civili al di là di 68 o no!


Ma per mettere in pratica questo sistema, bisogna partire da basi egualitarie, iniziare a correre partendo tutti dalla linea bianca, senza che i furbi si nascondino vicino al traguardo, come troppo spesso è avvenuto e avviene in Italia. E ritornando all'argomento di prima, se Draghi ha tanto a cuore il concetto di flessibilità per i dipendenti, faccia in modo che esista anche per le aziende ed i professionisti.
Per gli avvocati che potrebbero, invece di presentare parcelle salatatissime, darsi al giardinaggio o svegliarsi alle tre di mattina per salire su un mezzo della netezza urbana visto che Solo a Roma ci sono lo stesso numero di avvocati dell'intero Regno Unito! Meno avvocati quindi e più pulizia per le strade!. Ma ragazzi, sarà dura cambiare, meglio evitare di spendere, e di baruffare fra poveri, e vedrete che il mercato si stabilizzerà automaticamente!


Italo surìs

Gli illusi



28 ottobre 2007


Solo delle persone limitate o ingenue possono pensare che le ingiustizie patite da altri, non possano prima o poi interessare anche loro!

meditate gente


Italo Surìs

La perla d'oriente VII^




28 ottobre 2007

L’harem 7°


Può con un suo morso colpire il nemico ed il suo veleno è mortale anche per l’essere umano. Ma i nomadi, frequentatori assidui delle oasi, pur rappresentando il rettile anche per loro un serio pericolo, avevano imparato a conoscerne le abitudini, a temerlo ma nel contempo a rispettarlo e a venerarlo. Prima di accamparsi, studiavano attentamente il terreno, cercando di individuare ed evitare le zone più pericolose, corrispondenti al loro habitat abituale. Quelle distese di rocce che potevano soddisfare in qualche modo le abitudini di vita e le loro esigenze, prima fra cui la caccia di animali più o meno grandi da poter ingoiare , dopo averli paralizzati con un morso o con il getto del loro veleno, in un unico boccone. Il veleno stesso avrebbe poi provveduto a disintegrare lentamente le molecole delle cellule di quel corpo bloccato definitivamente nella rigidità della morte. Ma avevano addirittura imparato, tramandandosela di generazione in generazione, la tecnica più appropriata per catturarli. Lo facevano per ricavare la pelle da usare o da vendere al mercato o per offrirli come scambio agli incantatori di serpenti, i quali si esibivano nei mercati rionali delle grandi città arabe. Non era certo uno scherzo catturarli, sapevano che per farlo avrebbero dovuto incantarli con il movimento del capo più che con il suono melodico dei pifferi, afferrandoli poi prontamente subito sotto il capo, evitandone così il morso micidiale. I più piccoli invece venivano bloccati, incastrandone il capo in un bastone che terminava con due estremità a forma di V. E dopo averne afferrata la coda con la mano libera, venivano infilati in sacchi di iuta o ceste di foglie di palma essiccate , continuando incessantemente a muovere il braccio affinché il movimento impedisse loro di rivolgere il capo e i denti aguzzi verso la causa del pericolo per loro incombente.! E gli stessi nomadi che li avevano catturati o altri a cui erano stati venduti, provvedevano ad addestrarli ipnotizzandoli al suono del flauto dolce, muovendo incessantemente il capo in un movimento ondulatorio costante! Una forma spettacolare di esibizione, che usavano fare nelle città più popolate e da cui traevano un misero guadagno, elargizione di passanti curiosi e affascinati dall’immagine del vecchio accovacciato a gambe incrociate che, con il suono di uno strumento a fiato da lui stesso realizzato forando e levigando un unico pezzo di legno di ebano , riusciva ad ipnotizzare il serpente fino a bloccarlo completamente. E non raramente si spingeva fino ad accarezzarlo dietro alla testa ripiegata leggermente all’indietro in attesa di scattare in avanti per colpire il nemico e dilatata nella classica forma a cappuccio, tipica di questo tipo di animale a sangue freddo, allorché si prepara ad attaccare. Eppure lo stesso rimaneva miracolosamente immobile, quasi impietrito, egli stesso bloccato dallo sguardo sereno e fermo dell’incantatore, mentre la coda ancora si muoveva impercettibilmente, indicandone la vitalità apparentemente sopita. Gli spettatori che si fermavano ad ammirare questo inconsueto e pericolosissimo spettacolo, raggruppandosi in semicerchi composti perlopiù da vecchi e bambini, non sapevano che moltissime volte ai serpenti venivano tolte le sacche contenenti il veleno in modo che non potessero più costituire pericolo per il berbero che lo aveva catturato ed addestrato. Veleno che mani sapienti sapevano trasformare in medicamenti miracolosi, mutandolo in piccole dosi di antidoto per gli eventuali morsi sicuramente mortali anche per l’uomo, di questi velenosissimi rettili della famiglia degli elapidi.

Alla prossima puntata

Italo Surìs

sabato 27 ottobre 2007

pasta fresca storia e tradizioni


Negozio di pasta a Venezia Wikipedia

27 ottobre 2007


In tutte le regioni d’Italia ancora oggi una parte di massaie, quelle che non lavorano e che possono dedicare più tempo alla casa e alla cucina, usa fare la pasta in casa. Alcuni tipi di pasta vengono fatti con l’aggiunta di uova, altri semplicemente con acqua e farina. In tutt'Italia si fa un tipo di pasta che può eventualmente essere anche farcita, con carne, verdure o anche pesce e formaggio. Ciò in base alle usanze del luogo. In Emilia, per esempio, nel ripieno non manca quasi mai la mortadella o il prosciutto. Famosissimi i tortellini o i cappelletti e i ravioli conditi con il sugo di carne o fatti in brodo!


Ma anche conosciutissime sono le altre tipologie di pasta come le orecchiette, le starascinate, in Puglia e i maccaruni in Sicilia , i taglierini e i cannelloni in Piemonte , i bigoli in Veneto le trenette in Liguria le pappardelle, i maltagliati, i tagliolini e i garganelli , in Emilia Romagna. I maccheroni alla chitarra, fatti con l’apposito attrezzo; un piano di legno con dei fili di acciaio sospesi ad una certa altezza e separati fra loro di qualche millimetro. Con la pasta fresca, come si diceva all’inizio, si possono preparare ravioli, agnolotti, tortellini, saccottini, fagottini , i cialzòns friulani ripieni di sostanze fra cui le prugne o la cannella, ma anche di formaggi o spinaci e ricotta.


Tutti ingredienti legati alla tradizione del posto in cui vengono preparati e quindi anche di pesce, oppure di carne macinata e speziata. In genere vengono serviti con burro fuso e salvia, ma anche con sugo leggero o ragù. Le forme sono le più svariate , si va dalla mezzaluna al triangolo al fagottino alla classica caramella, ora tanto in voga, ma anche a forme particolari e bizzarre come quella degli agnolotti e dei tortelli! Famosi gli agnolotti piemontesi e quelli emiliani. Sono piatti corposi ed il ripieno dovrebbe essere fresco. Ecco per cui si raccomanda di scegliere bene i prodotti con cui farcirli. Prodotti in genere facilmente deperibili, per cui si consiglia di preparare solo la pasta necessaria al consumo della giornata. Alla prima ricetta !!

Italo Surìs

venerdì 26 ottobre 2007

ma sta dando i numeri?



trattato di matematica da Wikipedia

26 ottobre 2007


Terza media di 45 anni fa, terzo ed ultimo trimestre. Il professore dà i risultati del primo compito di matematica: " Tizio 7, Caio 8, Sempronio 6 1/2, Surìs 0". E, a proposito di numeri, a questo punto la paura incominciò a far 90. Secondo e penultimo compito di matematica risultati, il professore: " Tizio 7 1/2, Caio 6, Sempronio 7, Surìs 9!". Tutti si girarono e pensarono: "cacchio che botta di culo!, da chi avrà copiato?". Terza media, ultimo trimestre, terzo e ultimo compito. Il verdetto!: "Tizio 8, Caio 7, Sempronio 7, Surìs 9". Un brusio si levò dall'intera classe e il professore invitò Surìs a fare un compito da solo, così per verificarne la sua preparazione. " La prossima settimana tornerai e farai un compito in classe da solo OK?" " Sì signor professore, rispose Surìs!"Poi da bravo matematico volle verificarla da solo e fece un semplice calcolo: 0+9+9=18:3=6 E così per sua somma sfortuna, Surìs, studente eternamente in prova, si ammalò fino all'ultimo giorno dell'anno scolastico!


Italo Surìs



giovedì 25 ottobre 2007

Il bostik sotto il culo!

25 ottobre 2007



Ormai le trasmissioni che attaccano la nostra classe dirigente e il loro modo di amministrare, un pò bizzarro per il vero, non si contano più. Record, striscia la notizia, Anno zero, Ballarò, stannno mettendo in evidenza coi fatti, i probabili " malefatti" dei nostri cari eletti o almeno di qualcuno degli ottuagenari che ancora ci governano! Questa sera ho sentito alla televisione una donna, che piangendo, ha spiegato il motivo per cui non voleva che fosse allontanato un De Magistris e gli fosse avocata la seconda inchiesta. L'ultima su Mastella, passa nelle mani del giudice che ha avocato la prima!. Non c'è che dire, sono cose che possono succedere solo in Italia, o al massimo in altri paesi dove esiste un malgoverno! E' chiaro a tutti il motivo per cui i nostri geriatrici politici restano tenacemente attaccati alla " carega".
Oggi con l'inchiesta di De Magistris e della Forleo forse non dovrebbe esserci più chi fa finta di non capire, almeno fra quelli in buonafede. Non è un caso che quella donna l'abbia gridato con rabbia ai presenti, non a caso ha pianto per i suoi figli, che con estremo disagio e sforzo personale, invia a scuola perchè si preparaino per un futuro migliore. In Italia dice, e non all'estero! In un'Italia degna di questo nome, dove in Calabria come in altre regioni, non vi siano più casi come il wy not! Ma come può una classe politica denunciare apertamente e con enfasi 100 MLD di € di evasione fiscale, quando è la prima, in combutta con il malaffare, a farsi pagare le tangenti? E' questa la domanda a cui si devono dare delle risposte urgenti, com' è possibile amministrare un paese con lo scopo di sconfiggere la precarietà e la disoccupazione , se la mafia rimane l'impresa più redditizia che ci sia in Italia. E' un miracolo che si possa lavorare senza che ci sparino in testa, altro che licenziamenti!
O senza che ci chiedano il pizzo sulla busta paga, come qualcuno probabilmente avrà già fatto. Cosa fa un governo di sinistra?, casini, con la C piccola, inciuci, e tanta confusione, per cercare di arginare il malcontento che dilaga con la libertà di comunicazione. Una libertà che dipende in gran parte dall'avvento di internet e dal moltiplicarsi dei bloggisti. E guarda caso un governo democratico cerca, come riporta anche il link inserito, di mettere il bavaglio ai giovani e alla libertà di espressione democratica, a favore di un sistema probabilmente del tutto corrotto e ormai defunto! Se così fosse, è certo che per ogni giorno di vita del governo presente, sono soldi in più che entrano, di riffa o di raffa. Ma il sistema è destinato ad estinguersi, ad implodere come si suol dire in termini politici, ed il male minore sarebbe che i nostri ottuagenari lasciassero il testimone spontaneamente.
Lo hanno fatto in Cina e in altri paesi meno democratici del nostro, perchè non dovremmo farlo anche noi? Ha ragione il Times, l'aumento ai pensionati lo si deve leggere sotto una chiave di mera propaganda elettorale. Non c'è stato desiderio di aumentare o sistemare le problematiche di queste persone, tant'è vero che alla fine, vengono ugualmente allontanati dalle abitazioni e dai luoghi ritenuti più allettanti dal punto di vista speculativo. Verrà il momento che tutto il popolo potrà esprimersi in libertà nonostante, come ho sempre sostenuto, il malaffare sia probabilmente diffuso anche in gangli di potere molto potenti e pericolosi. Io in ogni modo ho fiducia e paziento. Anche se credo che il burattinaio non sia a livello nazionale!



Itaòlo Surìs



http://www.newsfood.com/Articolo/Italia/20071025-Times-Levi-Prodi-assalto-geriatrico-bloggers-italiani.asp

Dimensioni camere


25 ottobre 2007


Con insistenza vengono richieste le dimensioni minime delle camere matrimoniali. E' un pò prestino per parlarne. Tratteremo in modo approfondito l'argomento allorchè si parlerà di arredamento e ristrutturazione. Ma posso anticipare che il minimo consentito per le camere matrimoniali sono mq.14, mentre per quelle dei ragazzi, le singole, i mq scendono a mq. 12!


Italo Surìs

mercoledì 24 ottobre 2007

Le mutande di carta!!




24 ottobre 2007




Signori siamo condannati a fare la fame. Parlo dei semplici stipendiati, quelli che sono costretti ad essere onesti, che versano tutte le tasse e che approfittano di offerte di commercianti ed artigiani, pagando eventuali prestazioni in nero, solo per disperazione. L'altro ieri ho pagato alcuni interventi dell'idraulico ben 500 €. Al di là che il prezzo fosse giusto o no, non si può pagare un milione di lire per 2 manutenzioni di caldaia ed il cambio di un gruppo doccia, aggiungendoci pure il fallito tentativo di disostruire un tubo di scarico. Un esperimento fatto collegando una semplice gomma ad un rubinetto e scaricando dell'acqua ad una pressione di appena1,5 bar.



Non riuscendo a risolvere il problema, l'idraulico ha dedotto che il fatto che l'acqua non defluisse, dipendesse dalla vasca Imhoff troppo piena. Non ha minimamente pensato che lo scarico delle acque bianche fosse separato da quelle nere, come normalmente si usa in edilizia, essendo fra l'altro obbligatorio. Ecco il motivo per cui mi ha invitato a chiamare lo spurgo, che arrivato, le ha trovate quasi vuote. Ho dovuto svuotare il pozzo perdente della cucina e la vasca della raccolta dell'acqua dello scantinato, per non pagare un viaggio a vuoto!. Costo 200€.



Poi riflettendoci bene e ragionando in base alle mie esperienze lavorative, mi sono ricordato, deducendo che il tubo fosse ostruito da materiale di natura non fisiologica, che dove ho lavorato per un anno come aiuto magazziniere , costruivano appunto queste autobotti, alle quali ricordavo, era collegata una pompa che spingeva esternamente l'acqua in esse contenuta, attraverso un tubo ed un ugello rotante e alla pressione di ben 200 atmosfere. Era una soluzione da adottarsi proprio in questi casi. Ho richiamato la ditta dello spurgo e aiutando il tecnico , ad una pressione d'uscita di ben 150 atmosfere, siamo riusciti a sbloccare, oltre che che la situazione, anche il lavandino!.



Il bello è che quando l'avevo proposto all'idraulico, costui si era messo anche a ridere! Probabilmente non era a conoscenza di questa possibilità, nè che ben vent'anni fa e più, nella casa ancora in costruzione, su consiglio dell'edraulico di allora, ho fatto inserire nel getto della muratura in c.a. un tubo saldato, di grosso spessore, che sarebbe resistito appunto ad alte pressioni. Avevo già allora messo in preventivo un simile inconveniente. Il fatto è che dopo vent'anni, mi ero dimenticato quale fosse il tracciato dei tubi! Bene, il secondo viaggio mi è costato altri 100€. In totale due terzi della mia paga! Ieri la notizia: in Italia vi è un 'evasione fiscale di ben 100MLD di €!!!. E l'IVA la paga solo pantalone!



Per me non è certo una sorpresa, anzi mi aspettavo il triplo della cifra comunicata, bisogna aver pazienza e vedrete che i numeri reali, prima o poi usciranno. Una cifra che fra l'altro conoscono tutti gli ipocriti che fingono di non saperlo. Sono soldi sottratti allo Stato e quindi agli stipendi pubblici , ma non solo, su tutti i dipendenti pubblici e privati viene continuamente perpetrata una manovra di esteso e programmato furto da parte di ogni calasse sociale che possa permettersi di farlo. Parlo dei commercianti, degli addetti ai servizi, ma anche come ho appena accennato degli artigiani. Non mancano nella lista i poveri imprenditori e anche i partiti e i giornali. Tutte reltà che noi sovvenzioniamo in qualche maniera!



E' ormai impossibile rifarsi un infisso nuovo, come aggiustare l'impianto elettrico o metterlo a norma. Ora è aumentato il prezzo di pasta e del pane, dell'energia e della benzina, oltre al costo dei libri per gli studenti. Bene ribelliamoci per quel che si può, e prendiamo delle iniziative. Intanto iniziamo a vendere le auto non indispensabili e a prendere i mezzi pubblici. Denunciamo alle autorità gli inandempienti, gli evasori, i ladri e i politici corrotti. Incominciamo a riscoprire il gusto di coltivare l'orto a costo di metterci in coperativa e ad acquistare o affittare terreni da coltivare, a farci il pane in casa e anche la pasta, uniamoci aiutandoci gratuitamente in base alle nostre personali conoscenze, come già si fa nei paesi nordici, creando una banca di mutuo scambio di manodopera.


Il prossimo post tratterrà di come si può fare la pasta fresca e poi più avanti impareremo a fare la pizza ed il pane in casa e perchè no anche pranzi completi!, vedremo come si può fare per smettere di fumare e tante altre cosette che ci faranno risparmiare!Forza uniamoci con lo scopo di diminuire le spese, e iniziamo già da subito a scambiarci le nostre esperienze anche in blog, aiutandoci a risparmiare vicendevolmente. Torniamo all'autarchia fai da te!!, ricicliamo prodotti e vestiti, tagliamoci i capelli con i rasoi elettrici e facciamoci anche le mutande di carta se necessario!!



Italo Surìs

Ego te absolvo, in nomine Italo et Surìs!

24 ottobre 2007



Sono proprio contento che molti amici vengano a trovarmi sul blog! Ho scritto parecchio in questi sette mesi e ora i risultati si vedono. Le domande arrivano dai posti più disparati, nazionali ed anche dall'estero! Attraverso il motore di ricerca Google o mozzilla, cercano le risposte alle loro domande, alcune volte le trovano, spesso no!.



Questa sera, dando un'occhiata al resoconto giornaliero, ho potuto constatare che dalla cittadina di Bromley in inghilterra qualcuno ha cercato queste parole in sucessione: "povera verginella entrare confessare fatela". Caspita mi son detto, è un inglese a cui è piaciuta questa filastrocca imparata durante il mio primo e unico anno universitario o è uno che cerca l'intero contesto dell'articolo riferito a padre don Sante Sguotti, in cui l'ho inserita?



Il parroco di Monterosso che ha messo in cinta una compaesana. Chissà!!, però nel dubbio, visto che mi è tornata la memoria, regaliamo un pò di allegria goliardica ai cari amici che lo desiderino. Riportiamo quindi l'intera filastrocca sperando che nessuno si scandalizzi per così poco! Nel caso le donne, una volta letta, potranno sempre andare a confessarsi da un frate! A voi la filastrocca!!!







Con stà piova cò stò vento chi è che bussa a stò convento?

ciapalo ligalo metelo in galera, ciapalo ligalo metelo in presòn

E'una povera verginella che si vuole confessare!

ciapalo ligalo metelo in galera, ciapalo ligalo, metelo in presòn

falla entrare piano piano che non senta il sacrestano!
ciapalo ligalo, mettelo in galera, ciapalo ligalo , metelo in presòn




CONFESSIONE!




talo mai toccà le tete, padre sì me le ha anca strete!

ciapalo ligalo metelo in galera, ciapalo ligalo, metelo in presòn
talo mai toccà la pansa, padre sì ma con creansa!

ciapalo ligalo metelo in galera, ciapalo ligalo, metelo in presòn

talo mai toccà le spalle, padre sì ma mi le bale!

ciapalo ligalo metelo in galera, ciapalo ligalo, metelo in presòn

talo mai toccà la figa!, padre sì ma con fadiga!

ciapalo ligalo metelo in galera, ciapalo ligalo, metelo in presòn




ASSOLUZIONE!



Per avere l'assoluzione, tira e mola stò cordone!

ciapalo ligalo, metelo in galera, ciapalo ligalo, metelo in presòn

non sò ceca e non sò orba, questo è un casso, non una corda!!

ciapalo ligalo, metelo in galera, ciapalo ligalo, metelo in presòn

ciapalo ligalo, metelo in galera, ciapalo ligalo, metelo in presòn

ciapalo ligalo metelo in galera, ciapalo ligalo, metelo in presòn

Bene signori, se vi è piaciuta cantatela allegramente , non è per niente scandalosa, anzi rispetto a ciò che si vede e si sente oggigiorno, sembrerà d' essere degli angioletti. Intanto se mi permettete io mi faccio frate!!

Italo Surìs







La via del lammellare IV^

foirail a laval


24 ottobre 2007-10-24

Viaggio nella foresta nera n°4

Diciamo che la volta successiva che andai in Francia a Cernay, vicino Mholouse scelsi, come mi pare di aver già accennato, di entrare in Austria, passare per la Svizzera e alla fine attraverso la Germania raggiungere la Francia. Molta attenzione ho dovuto averla nel correre per le autostrade, sia in Svizzera che in Austria, paesi in cui la polizia era già allora molto severa soprattutto con gli stranieri. Mi ricordo che al ritorno da uno dei viaggi, fatto conducendo con la mia macchina alcuni rappresentanti politici assessori e sindaco per mostrare la tecnologia francese del lamellare, perlopiù sconosciuta in Italia, ebbi un incidente d'auto con un italiano.


Non ero abituato ai loro semafori e al passaggio ultraveloce fra il giallo e rosso. Quindi ebbi un incidente, senza peraltro danneggiare il mezzo dell’italiano con il quale ho colluso. Gli offrii dei soldi per lasciar perdere, visto che avevamo fretta e non volevo far attendere i miei ospiti già stanchi. Non mi diede retta e da ruffiano per aggraziarsi le autorità svizzere, chiamò la polizia. Ci portarono presso il comando, fui interrogato ed accusato di essere ubriaco pur chiedendo con insistenza di telefonare al mio avvocato, cosa che non mi concessero di fare. Desideravano che confessassi di essere alticcio a tutti i costi.


Ma ero come sono sempre stato astemio, per cui dopo tutta una notte, passata presso il loro comando, mi fecero pagare una multa salata e ci lasciarono andare, non ebbi ricevuta della stessa!. Quell’ idiota d’italiano ovviamente non ebbe alcun risarcimento, non avendo subito alcun danno né all’automezzo né alla persona( purtroppo)! Vatti a fidare dei paesani! E’ proprio vero quando cambiano paese si identificano nei loro costumi, senza rendersi conto che per tutta la loro vita resteranno degli stranieri in patria straniera e per quel che mi riguarda anche in madrepatria! Ho sempre pensato che ci si dovesse dare una mano, almeno fra noi, ma fu una delle prime illusioni. In ogni modo riuscii a creare i presupposti per una visita dei tecnici francesi in Friuli, che poi sfociò nell’offerta di un palazzetto dello sport chiavi in mano!


E qui bisogna precisare cosa significava il chiavi in mano già negli anni 90 per i Francesi. Bisogna sapere che già da allora il sindaco aveva la possibilità di scegliere il progetto che riteneva più interessante, sia dal punto di vista estetico ma anche per le soluzioni tecnologiche e infine per i tempi di realizzazione ed i singoli costi. Proprio ieri si è parlato dei tempi di realizzazione da parte dei francesi della loro parte di galleria che sbuca in Val di Susa. Sono riusciti a farla in ben due anni, mentre i nostri 2 mc. di progetti sono là che ammuffiscono.

Sembrerebbe che quasi quasi, più progetti e consulenze tecniche ci siano in Italia , meglio è per qualcuno. Più crescono i tempi di realizzazione, più lievitano i costi, mentre i progetti si susseguono all’infinito e pagati anche nell’ordine dall’1,5% al 5 %/10%. Capirete su un progetto di massima ed uno esecutivo di 2000 MLD di vecchie lire, quanto possano incidere i costi di progettazione. Poi se il progetto non dovesse essere fatto, la progettazione probabilmente passerebbe ad altri progettisti, forse più bravi o forse più esosi. Un chiavi in mano eviterebbe tutti questi costi supplementari, visto che la progettazione stessa, farebbe parte dei costi di realizzazione e chi si dovesse prendere l’incarico, avrebbe dei tempi da rispettare dopodichè pagherebbe delle penalità.




Italo Surìs

martedì 23 ottobre 2007

Uaie e nott!!

Nótt che cavalca Hrímfaxi in un dipinto di Peter Nicolai Arbo.


23 ottobre 2007


Certo se non fosse che le ditte e le famiglie stanno andando a remengo, ci sarebbe proprio da sbellicarsi dalle risa in Italia. Questa sera a Porta a porta di Vespasiana memoria, un Di Pietro ha dovuto contrastare i rappresentanti della minoranza politica presente , schierata compatta in difesa del povero Mastella , che peraltro non è intervenuto. Si sente da molto tempo insultato e minacciato da questa maggioranza, che a suo dire, sembra quasi non lo meriti. Sembrerebbe a prim'acchito che si sia rivolto a qualcuno che lo consoli!


E' questa la giusta chiave di lettura dei due secondi precisi di trasmissione a cui ho assistito. Un Caselli che accusava Di Pietro di ingerenza e di attacco sconsiderato al guardasigilli, Di Pietro che asseriva di non aver nulla di personale contro Mastella ma che sarebbe stato giusto che si dimettesse senza trasferire il De Magistris. A sua volta il vicesegretario dell'UDEUR, ha accusato Di Pietro di dare con la sua tesi un'immagine distorta dei fatti, come se noi non li conoscessimo, accusandolo quindi indirettamente di malafede. e così via, immagino per tutta la serata!


Bene ora sappiamo veramente come stanno le cose, ce le hanno fatte capire ancora una volta. Bastava guardare il volto sorridente dell'ex guardasigilli per intuire la verità. Pregustava già il ritorno al posto di comando, quello che aveva lasciato dopo aver firmato una legge elettorale che tutti chiamano porcata ma che assomiglierebbe di più ad una legge truffaldina. Ad un gioco in cui una parte di giocatori ha barato, mescolando le carte a proprio favore, nascondendo gli assi nella manica.


Ma si sa come funzionano queste cose, in genere a forza di ripetere una bugia cento volte, la si rende alla fine credibile agli occhi della gente, che giammai penserebbe a tanta sfrontatezza!. E parrebbe sia ciò che stiano facendo senza ritegno, accusato e difensori! Ormai pare chiaro chi nelle prossime elezionoi non sarà più con la sinistra, a meno che anche la parte opposta non lo voglia. Certo che il fatto di non essere andato alla trasmissione non ha certo favorito il nostro Ministro di Ceppaloni, sarà probabilmente rimasto a casa influenzato o ancora imbronciato contro Di Pietro.


In un modo o nell'altro doveva finire questa storia e alla fine a guardar bene, non è finita poi tanto male. Forse Di Pietro ha fatto il lavoro sporco, ma nell'attuale maggioranza il sig Ministro Clemente Mastella non ci poteva più stare. Incopatibilità ambientale , la chiamano, ed è lo stesso motivo per cui egli stesso avrebbe dovuto essere allontanato dall'esecutivo, tanto tempo fa. Ma si sa il suo compito delicato in qualità di Ministro forse è già finito, e se a novembre cadrà il Governo, in primavera andremo a votare compatti, sperando che Mastella vada a gonfiare le fila di coloro che fanno shopping.
I bari appunto!( leggasi repubblica e l'articolo di Eugenio Scalfari)!. Probabilmente costoro desidererebbero che si andasse a votare con la legge porcellum, ma penso o meglio spero che ciò non avvenga e per due motivi. Il primo perchè l'ex governo deve ricostruire in apparenza la verginità persa elaborando una legge che ha creato questa instabilità, poi perchè c'è un santo in paradiso: San Giorgio Napolitano.


Il presidente giammai permetterà che si vada a votazioni senza che ci sia una nuova legge elettorale che permetta al futuro Governo di governare per l'intera legislatura!. Vi è poi in sospeso il giudizio del CSM, sul trasferimento del giudice De Magistris e sul successivo atto della procura di Catanzaro che ha avocato a sè l'incarico relativo alle indagini su way.


Scaldando i muscoli, Veltroni si appresta al cambio del testimone,Prodi non si sente quasi più e Di Pietro si prepara speranzoso a guadagnare qualche posizione, a quanto pare!. Grillo è incavolato e non demorde, Bertinotti Diliberto e Giordano hanno guadagnato punti; i veri giocatori si fanno vedere quando il gioco si fa duro, aspettiamo e poi si vedrà, non tutto è perduto!



« Nörfi o Narfi si chiamava un gigante che abitava in Jötunheimr. Aveva una figlia che si chiamava Nótt, ella era nera e scura secondo la sua stirpe. Aveva per marito un uomo di nome Naglfari, loro figlio si chiamava Auðr. Poi ella fu data a un altro, che si chiamava Annarr, e la loro figlia si chiamò Jörðr. Infine la ebbe per moglie Dellingr, che era della stirpe degli Æsir, loro figlio fu Dagr ed era luminoso e bello come suo padre. Allora Allföðr prese Nótt e Dagr, figlio di lei, e diede loro due cavalli e due carri e li pose su nel cielo perché corressero intorno alla terra ognuno per la metà di un giorno. Nótt precede con il cavallo che è chiamato Hrímfaxi, che bagna la terra ogni mattina con la schiuma del suo morso. Il destriero che possiede Dagr si chiama Skínfaxi e illumina tutta l'aria e la terra con la sua criniera. »


Notteeeeee!!

Italo Surìs

lunedì 22 ottobre 2007

fusilli al sugo con piselli




22 ottobre 2007


Vi ricordate come si prepara il sugo per gli arancini? o quello che si usa per la pasta al forno napoletana? Nooo! ma che cavolo non avete ancora capito che sto parlando del sugo con piselli??


Lo potremmo usare per condire della pasta, io preferisco i fusilli e voi?


Ingredienti per 6 persone:

500 gr di fusilli

350 gr di pisellini freschi o congelati

400 gr di pomodori pelati di buona qualità

1 cipolla piccola

1,5 dl d'olio d'oliva extravergine

una noce di burro

sale e pepe

prezzemolo tritato


Preparazione:


In genere io non uso il burro per fifa, per paura del colesterolo e d'ingrassare! Ma i piselli vanno cucinati con le cipolle e con il burro per cui potete usare questo condimento al posto dell'olio d'oliva o come ho suggerito entrambi, cercando di non esagerare nella quantità. Ritengo che per sei persone, un cucchiaio d'olio sia sufficiente, nel caso voleste eliminarne un pò fate pure, l'importante è riuscire a stufare le cipolle in un pò d'olio d'oliva.


In seguito, eventualmente, potrete aggingere anche un cucchiaio d'acqua o di brodo vegetale. Versate a questo punto il pomodoro sgocciolato e pulito dai semi e tagliato a pezzettini, a meno che non compriate la polpa già preparata, come alcune marche offrono in commercio. lascite cucinare per una deina di minuti a fuoco medio e aggiungete i pisellini sbucciati o quelli congelati fatti rinvenire in acqua bollente per tre, quattro minuti.


Aggiustate di sale e di pepe, mescolate e continuate a cucinare a fuoco medio per altri quindici minuti circa. Intanto che il sugo si cucina, fate bollire dell'acqua salata, versatevi i fusilli o la pasta da voi preferita. Cinque minuti prima della cottura dello stesso, aggiungete un pò di prezzemolo tritato e la noce di burro se lo gradite. Ora scolate la pasta al dente versatela in piatti preriscaldati e condite con il sugo ai piselli!


Buon appetito




Italo Surìs



Pappardelle ai funghi porcini


22 ottobre 2007



Mi sento di cucinare anche dopo cenato e quindi inserisco ancora due ricette una semplice con i funghi porcini, prima che scappino e l'altra con un sugo ai piselli!


Pappardelle ai funghi porcini:

Ingredienti per 6 persone:

500 gr di pappardelle all'uovo

300 gr di funghi porcini freschi

2 spicchi d'aglio

1,5 dl d'olio d'oliva extravergine (6 cucchiai)

un mazzetto di prezzemolo tritato

sale e pepe



Preparazione:



Acquistate delle pappardelle all'uovo appena fatte o fatele voi. In un tegame fate imbiondire l'aglio intero schiacciato a fuoco basso, poi spegnete la fiamma, levate gli spicchi d'aglio se preferite, lasciate raffreddare.



Intanto pulite i porcini con delicatezza tagliando il fondo dove dovesse essere necessario e verificandone la compattezza e la qualità, affettateli in pezzi abbastanza spessi, dopo averli però puliti con uno straccetto inumidito. Versate i funghi nell'olio a freddo, accendete la fiamma e lasciate che si cucinino lentamente dopo aver coperchiato il tegame.



Aggiungete se necessario dell'acqua calda o del brodo vegetale, prima che si cucinino completamente, verificate di sale, pepate e aggingete il prezzemolo. Fate intanto bollire l'acqua in una pentola capace, salatela e versatevi poche alla volta le pappardelle all'uovo. Aggingete nell'acqua un cucchiaino d'olio affinchè non si attacchino fra loro, appena cotte raccoglietele delicatamente con una schiumarola, versatele nell'intingolo e fatele saltare.



Buon appetito



Italo Surìs
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