martedì 18 marzo 2008

il mondo nei forzieri

18 marzo 2008


Mi sono soffermato su un articoletto apparso oggi a pag. 4 del quotidiano Repubblica. E più precisamente su un’intervista fatta a Guido Rossi ex presidente della Consob, il quale ha concisamente spiegato quali siano le motivazioni che hanno portato l’America e alcuni paesi europei, verso una crisi economica considerata come gravità, pari se non superiore a quella del 1929 in America. Anni in cui si dissolsero parecchie fortune e gli immigrati dell’eldorado d’oltreoceano, tornarono più poveri di quanto lo fossero alla partenza dell’avventura americana. Più poveri certamente, non tanto di denaro, quanto di speranze.

La svalutazione del dollaro mette in crisi quasi tutto il mercato mondiale, direttamente o indirettamente. Essa dipende dalla necessità di far circolare denaro per risollevare un’economia in stallo o meglio in recessione, creando i presupposti per una maggiore esportazione. Ciò ovviamente crea grossi problemi alle attività nazionali visto che allo stato attuale esiste un rapporto fra € e $ di 1,6. Ma torniamo a ciò che afferma il Dr. Rossi che possiamo riassumere in un unico motivo: l’abolizione di una legge americana, emanata dopo la crisi del 29, per controllare il mercato attraverso la divisione fra le banche commerciali e quelle d’investimenti.

Ciò si era reso necessario affinché non nascessero al loro interno, probabili conflitti d’interessi. Questi alla fine sono gli unici veri motivi che hanno creato i presupposti di un supercapitalismo a livello internazionale, incontrollato ed incontrollabile dalla democrazia. Le banche sono diventate a tutti gli effetti più ricche delle nazioni stesse e influiscono sull’economia mondiale.

Di conseguenza, come sostiene Guido Rossi nel suo ultimo libro pubblicato da Adelphi, prima dell’inizio degli anni 70, esisteva un capitalismo democratico a grandezza d’uomo. Poi è iniziato un periodo in cui la presenza di una concorrenza elevata, e il conseguente abbassamento dei prezzi di mercato, hanno portato come conseguenza i presupposti di una minor democrazia, minori diritti sul lavoro, minor sicurezza e la mancanza di rispetto di norme ambientaliste. “Grandi corporazioni e banche”, afferma l’ex presidente della Consob, “da sole fanno fatturati superiori a quelli di intere nazioni”.


A questo punto vorrei capire come sarà possibile migliorare il nostro futuro se non riusciremo, come paesi, a controllare un’economia che sfugge alle regole democratiche. Ora si spiegano molte cose, una fra tutte l’impoverimento della società Italiana. e soprattutto appare chiara la necessità di rafforzare forze politiche che riescano a controllare i poteri forti. E questo ovviamente non solo nel nostro paese, altrimenti la conseguenza sarebbe veramente disastrosa e già si vedono i risultati nell’intero pianeta; guerre, miseria, poteri forti e condizionamenti politici sociali.

Italo surìs

1 commento:

Cantiello ha detto...

Interessante. Visti gli argomenti del tuo blog ti invito a fare un salto sul mio per un confronto.
un saluto
Orazio
http://ambientelavoro.myblog.it/

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