martedì 15 gennaio 2013

amore difficile


                                                                             


Tanto si parla in questi giorni delle coppie di fatto. Ogni giorno sui quotidiani sono messe in rilievo notizie allarmanti e controverse sul diritto delle coppie omosessuali di unirsi in matrimonio e di adottare dei figli. La cassazione ultimamente ha respinto il ricorso di un padre che avrebbe voluto togliere alla madre la figlioletta perché questa conviveva con un'altra donna.  La Chiesa si è subito scagliata contro tale decisione facendo rilevare che è contro  natura.  E sebbene anche in un ambiente così difficile una bambina possa trovare un equilibrio emotivo, è sconsigliabile che cresca in una famiglia dove la coppia non sia la tradizionale. Bene diciamo che tralasciando ciò che dice il potere ecclesiastico, dal punto di vista religioso, direi che ci si dovrebbe soffermare su fatti concreti, e cioè se veramente la vicinanza di un'altra donna alla madre possa nella bambina causare traumi di alcun genere. Qui entra in merito la psichiatria e la psicologia. Mi sono permesso una volta di dire che un rapporto omosessuale non poteva per logica considerarsi normale. Sono stato subito bannato e strabannato da un famoso network per aver offeso e calpestato i diritti di altre persone considerandole " anormali". Non era la mia intenzione. Sicuramente, nel mondo non c'è nulla di normale è tantomeno di anormale, altrimenti non esisterebbero i vari profili caratteriali. 
Io sono partito da una logica Darwiniana. Mi sono detto; l'uomo all'inizio della specie sicuramente ha avuto bisogno della donna per congiungersi e per poter proliferare e viceversa. Lasciando stare le scelte emotive e affettive, sicuramente ci doveva essere una grande attrazione fisica per far si che si congiungessero. La natura ha fatto il suo corso, l'omosessualità è sempre esistita, quasi sempre mal tollerata come mal tollerate sono sempre state le diversità e le minoranze. Quelle persone che avevano lingua, colore della pelle, atteggiamenti diversi, strani, al di fuori della media, non sono mai piaciuti. Quante schizofreniche sono state messe al rogo durante l'inquisizione, con la scusa d'essere delle streghe  e quanta altra gente ha fatto la stessa fine in Germania durate la seconda guerra mondiale, ma anche nei gulag russi. Solo perché  troppo femminili.  Succede ancora. La lingua è più tagliente della spada. Se si vuole far fuori un nemico o anche un tipo un po' eccentrico, basta spargere la voce."quello è un gay". Vi ricordate di quel povero ragazzo che si è impiccato solo perché era stato preso per gay e denigrato continuamente per il semplice fatto di portare i pantaloni rosa? Mi ricordo che al mio paese, circa 50 anni fa, un giorno presero un povero ed innocuo vecchio, gli abbassarono i pantaloni e deridendolo gli appoggiarono un'anguria sul deretano nudo, lì in mezzo alla strada. Ma chi fece quell'atto non era tanto diverso, portava la barba lunga fin quasi al torace, aveva i denti cariati e la fronte spaziosa, se così si può dire. ma torniamo a noi. Indubbiamente l'amore è amore, il diritto di convivere e veder riconosciuta dallo Stato questa scelta è sacrosanto, come il diritto di stare con la madre. Certo per una bambina secondo il mio parere sarebbe meglio vivere in un ambiente sereno con una coppia tradizionale. Questo perché ogni ragazzo ha bisogno di due figure distinte per maturare e crescere con equilibrio. Due figure equilibrate e che si amano, non certo un uomo ed una donna che non si sopportano o hanno delle problematiche psicologiche da risolvere. ma se c'è un divorzio di mezzo da qualcuno pur deve andare un bambino. La nostra legislatura sceglie quasi sempre la figura materna, nel  caso accennato, non so se sia stata fatta la cosa più giusta. icuramente il giudice per l'affidamento dei minori avrà fatto bene il suo mestiere. Per un buon equilibrio psicologico della bambina basta che possa frequentare un adulto di sesso maschile anche se non frequentemente da cui trarre serenità e insegnamento, il padre, se adatto ma anche uno zio o meglio il nonno. Da quel che ho letto la scoperta d'aver un genitore fragile emotivamente e con problemi verso l'altro sesso può divenire un trauma. Studi americani invece hanno dimostrato che la qualità di vita e la serenità psicologica fra una bambina cresciuta in un ambiente familiare "normale" ed uno moderno, è la stessa. Per quanto riguarda la Chiesa, la stessa indica l'omosessualità come malattia nervosa. Sicuramente a quanto si dice vi è una forma fobica  che spinge l'omosessuale o la lesbica a rifuggire un partner di sesso contrario. Sicuramente non verrò bannato, questo è il mio blog, mica facebook.

sabato 12 gennaio 2013

cinque o sei stelle?





Beppe Grillo, lo chiamano il comico che si è messo in politica. Sarà, ma certamente qualcuno ha paura di questo " pagliaccio". Qualcuno che furbescamente ha depositato, in vista delle prossime elezioni politiche, un simbolo clonato, simile anzi spiaccicato al suo, un logo uguale insomma. Certo non è mancato di ingenuità politica il nostro eroe, come non sono tutt'ora smaliziati i componenti del movimento. Li conosco bene, li ho frequentati e li frequento ancora anche se raramente. Ho sempre guardato con simpatia questo movimento spinto da giovanile speranza e impetuosa  irruenza. In gioco c'è il loro futuro, in discussione quello dell'intera nazione. Un colpo basso che sembra possa mettere in difficoltà la loro presenza.  Ora mi chiedo, chi ha con un calcolo cinico e antidemocratico commesso questo misfatto,  ha tenuto conto delle possibili conseguenze? Cosa penserà la gente comune accorgendosi che il tutto è stato perpetuato ai danni di giovani speranzosi, che potrebbero essere i loro figli, da un ragazzo siciliano  della stessa età? Un giovane baldanzoso che sicuramente è solo un ingranaggio di un sistema di potere che fa pensare a chi già lo conosce? Che il tutto sia opera di uno sprovveduto è stupido pensarlo. Il dubbio è che il ragazzo sia solo la mano esecutrice di un macchiavellico ed ingegnoso piano,  mentre la mente sottile che ha elaborato nei minimi dettagli questo stratagemma, si trovi nelle stanze di potere siciliane. Non è una novità che il destino della nostra nazione sia legato a doppio filo con quella regione. Tutti coloro che conoscono la storia del nostro paese, lo sanno e ne conoscono le profonde motivazioni. E visto che di mano si parla mi chiedo: "quanti ormai hanno fatto un parallelo con  quella mano che agli inizi del novecento in America si faceva chiamare  mano bianca?"',un  nome che poi è diventato Mafia? Nessuno lo dice apertamente, ma molti lo pensano. Mafia politica o  non, ha predisposto e organizzato tutto nei minimi dettagli, modi tempi e anche luoghi.
Questo fa pensare signori. Un potere occulto sta cercando di modificare e indirizzare il risultato delle elezioni, non solo, ma contemporaneamente manda  un messaggio esplicito alla comunità: " non c'è spazio per il nuovo", non avete speranza. Sicuramente, come già scritto sui giornali, è tutto corretto sotto il profilo legale, ma quali saranno le conseguenze politiche?, staremo a vedere. Non sono sicuro che ciò possa allontanare il movimento dalla competizione elettorale, anzi, e anche se fosse, i voti del movimento a cinque stelle difficilmente si disperderebbero. C'è un filo conduttore che li unisce, un sistema di comunicare che si chiama internet o web. Ecco che i voti verrebbero indirizzati su liste e movimenti più vicini e rappresentativi, gli arancioni di De Magistris, o rivoluzione civile di Ingroia e ancora Democrazia e legalità di Elio Veltri, i più rappresentativi.  Se io fossi Grillo approfitterei della situazione aggregandomi proprio a coloro che hanno fatto loro la lotta alla corruzione e alla criminalità, veri mali del nostro paese.  Chi ci ha governato sa che senza il consenso di quella società massone   non si governa e non solo in Sicilia. L'immagine della Sicilia ancora una volta ne esce compromessa,distrutta agli occhi dell'intera comunità nazionale e mondiale. Grillo e i suoi ragazzi recupereranno i punti di percentuale che ultimamente stavano perdendo e Ingroia avrà nuovamente, probabilmente con maggior successo, un motivo in più per sollecitare un'alleanza con il movimento a cinque stelle. Insomma il partito-movimento di Grillo forse, almeno spero, diventerà meno rivoluzionario e proprio per questo più attendibile. Aspettiamo di vedere come andranno a finire le cose.

italosuris

il duello


                                                                               


Sto nuovamente muovendomi in politica. Sono un battitore libero, un tipo che non ama compromessi. Non riesco a trovare nell'attuale politica il mondo che vorrei. Indubbiamente la perfezione non esiste oppure è proprio quella che ci circonda, malattie, miseria, guerre e cattiveria. Ma anche generosità e ricchezza d'animo. Sì sappiate o signori che leggete il mio blog, che io sono un sognatore un uomo che ama le utopie e cerca di renderle realtà. Ecco è per questo che sono dopo anni e anni, tornato a camminare alla veneranda età di 62 anni, lungo la tortuosa strada che porta verso una vera democrazia, verso la vetta irraggiungibile dell'uguaglianza e della condivisione. Mi muovo mettendo la mia faccia, ma si sa nel mondo le persone non ti notano neppure,  a meno che non debbano assistere a un duello. Impressionante!, nove milioni di persone hanno assistito con il naso appiccicato alla televisione, a quello che anche i giornali hanno definito, duello western o corrida. Chi fosse il toro e chi il matador non si capisce. Io una cosa ho compreso. Che come al solito la fine del toro la faranno proprio quei nove milioni di spettatori e altri 51 milioni di italiani. Siamo alle solite, l'Italia ama sguazzare nel sangue e un nanetto arrogante sta facendo di tutto per farcela andare. Mi par di sentire la sua gente, che su twitter si sta intrallazzando a scrivere:" Berlusconi- Santoro 10 a 0. A nessuno è venuto in mente che di mezzo ci va la nazione, che una contrapposizione in questo delicato momento è dannosissima, che sparare a zero su Monti solo per acquisire voti e consensi, non giova a nessuno. Ma si sa, le persone mediocri e anche quelle intelligenti amano mettere la propria vita nelle mani di qualcuno che sia o sembri  un condottiero. Lo era Giulio Cesare certo, Napoleone, lo è stato agli occhi delle persone anche Hitler e Mussolini. Hanno fatto tutti la stessa fine. A chi non piacerebbe vedere l'Italia come ai tempi di Giulio? Sciocchi sognatori, personaggi squallidi che si identificano con un plastico  sorriso arrogante. Un duello all'ultimo sangue fra un giornalista e un imprenditore. Nemici da sempre come da sempre in Italia sono nemici i poveri e gli stolti con troppi soldi.

giovedì 29 novembre 2012

Geppetto e Pinocchio

                                                                           

Le primarie nella sinistra hanno creato degli attriti e una competizione fra i vari candidati , alla pari delle votazioni nazionali che si sono susseguite in questi venti anni di brutta politica. In determinati momenti hanno assunto toni concitati e alti livelli di competizione. Abbiamo da una parte Bersani e dall'altra Renzi, il rottamatore. Brutto termine questo, e anche come concetto non mi piace. Si è presentato come la persona che può risolvere i problemi di questa nazione solo eliminando il vecchio e lo stantio.

No non mi piace come concetto, come dice anche Di Pietro, si rischia di gettare l'acqua sporca o i panni con il bambino. Fra le persone che guidano questo paese ce ne sono molte preparate e con grande esperienza e conoscenza del sistema Italia. Come giustamente dice Villani di Democrazia e Legalità, per ridurre i costi è sufficiente ridurre i vitalizi e le paghe, non elargire diarie o pagare portaborse, economizzare sulle auto di rappresentanza gestendole in maniera più razionale. Più vasta è la rappresentanza politica, maggiori sono le garanzie di Democrazia. Devo dare atto che il ragionamento non fa una grinza. 
Ma quali, quanti e di che spessore morale e culturale devono essere i nostri amministratori? Non ci vuol molto per capirlo basta guardarsi attorno, aprire gli occhi, non perdonare e sopratutto non votare l'amico specialmente se corrotto o peggio incriminato o sospettato di collusione con la criminalità.
                                                                             
                                                                            

In fondo Renzi vuol rappresentare il nuovo, tenta di fermare l'ascesa politica del movimento a 5 stelle, sono giovani anch'essi che desiderano farsi largo fra i dinosauri della politica per dare aria fresca e nuove idee, oltre che energia e speranza a questa società. Ben venga tutto ciò, ben venga la green economy,  le nuove tecnologie, internet e quant'altro. Tutto è utile  per cambiare, anche e sopratutto la volontà. Ma come spesso ripeto e mi son permesso di dire anche a qualche grillino, l'esperienza è una bella e grande cosa, la saggezza pure. Molte scelte politiche,  sopratutto di politica estera, devono tener conto di equilibri passati, che solo i vecchi politici possono conoscere. Ecco allora come secondo me si dovrebbe agire. 
                                                                              
Le primarie hanno fatto capire che accanto a Bersani ci potrebbe essere una fonte inimmaginabile di energia che se ascoltata ed aiutata e convogliata può con l'aiuto e i consigli di persone sagge ed esperte far uscire velocemente questo paese dal tunnel dell'incertezza economica e produttiva. Io se dovessi votare ai ballottaggi, voterei per Bersani, persona preparata, saggia capace, con le idee molto chiare e con i piedi per terra. Un filosofo insomma anche se molto pragmatico. Renzi sputa troppo, non solo saliva, ma anche sentenze. Assieme possono fare però grandi cose, rispettando però i singoli ruoli e anche le singole potenzialità. Diciamo che qualcuno dovrà andare in pensione mantenendo però chi ancora può traghettare la barca Italia oltre il fiume in piena.


italo suris

lunedì 26 novembre 2012

è nato nà creature nire nire, nire nire cumm'ecchè



                                                                                
                                                                                 



Oggi tornando da lavoro, mia moglie, come spesso delusa e rattristata, si è sfogata con me su ciò che succede nel suo ambiente di lavoro. Premetto, e non per vantarmi, che è una ragazza d'oro sotto tutti i punti di vista. Qualche difetto  come tutti lo ha, il maggiore? quello di voler essere brava, anzi molto brava. Ma ciò nasce da una sua esigenza interiore, è a tutti gli effetti una forma di riscatto verso il fato, il destino che l'ha fatta nascere povera e in una famiglia disagiata. La madre era bisognosa di cure e la sua famiglia era considerata e giudicata diversa. Il padre era un uomo mite, un grandissimo lavoratore che donava in silenzio senza il coraggio di chiedere, indeciso e sicuramente, schivo. 

Aveva gli occhi tristi Luigi, questo il suo nome. Per lui ridere era un peccato, una perdita di tempo, una mancanza di rispetto verso la comunità. il lavoro e la fatica contavano molto per lui significava la sopravvivenza. Non aveva torto pensando che aveva dovuto combattere la fame in ogni minuto della sua esistenza.  Andando con la mente a quando lavorava nei boschi come taglialegna o mentre alle prime ore dell'alba, prima di andare al lavoro come manovale, mungeva le uniche due vacche che aveva in stalla per trarne un po' di latte con il cui  fare il formaggio  di cui si cibava perlopiù la famiglia. 

Si lo so non è l'unico ad aver avuto  un figlio  morto di polmonite per il freddo invernale, e una moglie  caduta  in  una forma di grave depressione per la morte di uno dei due gemelli durante il parto. Una malattia da cui non si è più risollevata.  Una forte disistima ha, alla fine  contribuito, a scatenare ciò che io ritengo sia una voglia  di riscatto e di rivalsa. Conosco questo meccanismo, lo conosco bene perché mi è familiare.

Già anch' io amo essere fra i più  bravi,  anzi non più. Lo desideravo prima, per una sorta di responsabilità sociale, per dimostrare a me stesso di valere qualcosa, di meritare affetto e approvazione. Bravo per essere utile, bravo per risolvere i problemi degli altri, proprio come mi era stato richiesto durante la prima infanzia. E questa responsabilità ha pesato molto su ambedue. Abbiamo dato molto senza nulla ricevere in cambio, anzi no. Abbiamo ricevuto qualcosa, qualcosa che ogni giorno, come anche oggi, ci ha rammaricato e  rattristato: " invidia,  cattiveria e la non riconoscenza". 

E' così signori, e ogni giorno lo dico a Rosa, questo è il nome della mia donna, lo  ripeto ogni giorno da quando  ho capito che la bravura in questo paese dà fastidio. Da quando ho intuito che la meritocrazia fa paura perché le persone non sopportano qualcuno che offuschi la propria luce. Egocentristi, ecco cosa siamo diventati, primedonne che si infastidiscono e diventano cattive fino ad odiare qualcuno che è o pensano che siano più in gamba di loro.  Noi siamo fatti  così ci piace aiutare e operare bene. Indubbiamente c'è in noi, ripeto,  come in tante  altre  persone, il  desiderio di essere anche amati e approvati. 

Si è questa la motivazione più forte, sono i ricordi di un'infanzia triste o peggio infelice. E' la rabbia che ci spinge, il senso di rivalsa nei confronti di coloro che ci hanno umiliato e rifiutato. O anche deriso e o picchiato. E' triste dirlo ma è così. E come disse l'uomo, a quei tempi più veloce del mondo, Mennea, quando Cassius Clay esterrefatto esclamò " ma tu sei bianco", anche io rispondo proprio come lui, "certo, ma dentro sono più nero di te !".  Ecco signori è solo questo, noi dentro siamo più neri di qualcun altro, niente di più.

        
                                                                      

sabato 24 novembre 2012

Orco o Santo?






Gli accordi segreti o meno segreti fra i vari rappresentanti dei partiti nascenti e quelli delle associazioni ecclesiastiche o vicine al Clero, mi lasciano un po' perplesso.  Capisco che la religione abbia i suoi Dogmi, comprendo che abbia appoggiato sempre la destra o un centro. E' sempre stato dai tempi di Mussolini, anzi da secoli addietro. La sinistra è vista ancora con il fumo negli occhi, ma non da tutti. I preti che frequentano i carcerati, i luoghi dove si respira il nauseabondo odore della miseria, o in cui  si odono grida di dolore strazianti, non possono appoggiare partiti o istituzioni che di ciò sono direttamente o indirettamente colpevoli.

Colpevoli di non aver mai combattuto con efficacia la criminalità, colpevoli di esserne stata, come aggregazione di amministratori corrotti,  un'alleata, una consigliera preziosa, la mente o la lunga mano di intrighi e misteri. Misteri che ancor oggi dopo anni non sono ancora risolti. Già perché nessuno voterebbe mai chi vende le armi a feroci assassini, a bande armate e assoldate da intelligence straniere, finanziate da multinazionali. 

Nessuno mai voterebbe i concussi di mafia, se non coloro che ne sono complici, la temano o ne siano vittime. Oppure chi è portatore di una sottocultura radicata per cui pensa che la mafia o le organizzazioni criminali possano fare gli interessi della popolazione. Ce ne sono molti così, e sono le persone che hanno venduto le loro attività ed i loro beni a costoro. Hanno dato più valore al danaro che alla libertà. L'italiano è nato schiavo vuole essere schiavo e rimanere tale.

Il nostro popolo non ama la democrazia, fa a gara per occupare il posto di chi ci affama, perché ritiene che questo sia il modello vincente. Esso  ama il potere, il danaro, il prestigio, l'apparenza e chi rappresenta tutto ciò, che sia prelato, mafioso politico o quant'altro. Guarda costoro ed in essi si rispecchia gongolandosi. Ma costoro hanno amministrato, finché non sono caduti in disgrazia, questo paese e lo hanno portato in disgrazia. Ora il grande risveglio.

 Anche Di Pietro si è cosparso il capo di cenere, si è guardato attorno e ha trovato il vuoto assoluto. De Magistris "se ci sei per cortesia batti un colpo". "Tu quoque  Donadi, fili mi". Sì, se ne stanno andando tutti, ma proprio tutti, restano soltanto i tesorieri di questo partito dell'etica e della giustizia. Hanno abbandonato, proprio come per la concordia, la barca che fa acqua da tutte le falle, lasciando i passeggeri attoniti e meravigliati. "Ma come....?, ma tu non eri quello di tangentopoli? , l'antagonista onesto di Berlusconi, il moralista vicino alla folla , agli operai?. Ma Antò, possibile che nessuno sapesse, nel tuo enturage?, nessuno di coloro che ora si smarcano e fondano i loro comitati? che i fondi del partito erano gestiti con molta disinvoltura?" Questo ora la gente si chiede, oppure no, non credevano neppure nel nostro caro Molisano.

Ecco signori quale potrebbe essere il ruolo della Chiesa. Quello di  smarcarsi dalla politica mediocre,da tutti costoro,  sciogliersi come cupola ancora sospettata  di sommersi intrighi e affari illeciti, diventare finalmente una forza trainante e di riferimento politico e a sé stante.  Chi dice che la Chiesa non possa essere un riferimento di valori e indichi scelte politiche realiste e condivise?  Una forza che accanto alla Costituzione abbia come riferimento il Vangelo con sguardo attento verso i poveri e verso le classi deboli, non potrebbe far altro che divenire determinante per la soluzione dei nostri problemi.

Papa Wojtila ha lavorato per il suo paese, per la Polonia . Ha sovvenzionato attraverso le casse Dello  Stato Vaticano Solidarnosc, per liberare la sua terra dall'oppressione dei comunisti. Quando cadrà il muro che divide gli italiani? quando un nuovo Papa sgretolerà il muro dell'indifferenza e dell'egoismo?  E' possibile fare ciò alleandosi con Montezemolo, Fini  e personaggi di C.L. Forse gli stessi che hanno dimenticato di rappresentare il popolo e anche la morale e l'etica evangelica?

Io non lo credo come non credo che in Italia ci sia ancora la guerra fredda. Pensate forse  che Vendola possa essere un uomo di Togliatti? o un comunista mangia bambini? Vendola, un uomo che rispetto,  secondo il mio parere non riesce ad avere molti consensi perché ritenuto fragile, un sognatore troppo sensibile e demagogico. Con costui la Chiesa sicuramente non potrà mai allearsi, ma potrebbe appoggiare la sua alleanza, quella allargata al PD, all'UDC  e alle varie correnti e comitati che condividono un radicale cambiamento e bilanciamento della ricchezza . Ecco sarebbe una bella cosa. La Chiesa dimostrerebbe che più dell'IMU, valgono la PACE e lo sviluppo, la fratellanza e la condivisione. 


                                                                             

venerdì 23 novembre 2012

politica che passione

E' tutto il giorno che ci penso, cammino e il mio cervello lavora. E' l'unica cosa in movimento perenne, il mio cervello. Pensa, riflette, sogna e vaneggia. Dopo anni di astensione forzata dalla politica attiva, anzi disattiva, sono sempre andato controcorrente, ho iniziato così per dileggio ad occuparmene.

Sono in pensione ripeto e qualcosa devo pur fare. Ora se l'Italia fosse una tela mi piacerebbe essere un Caravaggio o un Michelangelo. La tingerei dei colori più belli, come era in realtà una volta. Di verde smeraldo di blu cobalto di rosso cremisi ma anche di rosa e di celeste e poi di azzurro ed indaco.

 No non temete non sarebbe un'arlecchinata, né un quadro di un mediocre artista ma un capolavoro. Già perché è questo che mi attira nella vita, fare la cosa più bella che mi riesca. Qualcosa di armonico, di bello, di piacevole. Un'opera che sia  un'armonia di colori, oppure  una sinfonia di note in cui nessuno di questi   elementi   stoni o strida, ma si sussegua  in ordine e con grazia.

Ecco l'Italia che vorrei, una nazione gentile, bella pulita. Un paese coordinato silenzioso e rispettoso, un territorio con delle regioni laboriose e pulite. Senza partiti corrotti o politici indegni ed incapaci. Semplice all'apparenza, un sogno di sicuro. Ma i sogni si possono anche realizzare, voi cosa dite?


italo suris

mercoledì 21 novembre 2012

la ricerca del benessere perduto

budoia, 21,12,2012


Ogni mattina mi sveglio e sono costretto ad ascoltare la radio che mia moglie, come sua abitudine, lascia accesa. Ascolto confuso e annoiato sempre le stesse cose. Il tema del giorno, del mese e dell'anno è l'economia.

Le domande più frequenti sono:  è se Monti ha lavorato bene oppure no, se siamo fuori dalla crisi, se i posti di lavoro sono aumentati,  come ci si può risollevare da questo periodo di depressione economica.

Non sono un politico né un economista, non so leggere grafici, numeri o interpretare le statistiche che vengono continuamente richieste per tastare il polso dell'ammalato. Io osservo e faccio dei paragoni solo con il passato.

Uso la mia memoria e confronto gli anni ottanta con gli attuali. Mi chiedo come ho chiesto in precedenza a me stesso: " ma è il mercato che manca?, la volontà di lavorare? le ditte non sono più quelle? i politici o i governanti non sono stati all'altezza?". Cos'è che viene meno ora, la salute dei dipendenti, la loro volontà di produrre, la speranza di un futuro, la tecnologia?"

Domande che essendo fuori dal ciclo lavorativo, rischiano di rimanere tali. Chiunque mediamente preparato potrebbe contestare una mia opinione, chiunque avesse in mano dei dati attendibili o anche camuffati potrebbe stringermi all'angolo. Ma una cosa so, di una cosa sono certo" dei dati che serbo nella memoria e nel mio cuore"

Ecco cosa manca mi sono detto e di questo sono convinto una unità di intenti, la gioia di essere gruppo di condividere di diventare famiglia di guardarsi con coraggio negli occhi e restituire il maltolto o pagare ciò che altri hanno pagato per noi. Il resto sono semplici tatticismi, metodiche impostazioni, sistemi scelte tecniche, ma sempre coercizioni.

E' venuta meno l'autostima dell'operaio dell'italiano che non si sente più tale, ma che si paragona ad uno spezzatino con o senza polenta. Già perché la polenta si è liquefatta, non è riuscita a rassodarsi si è cotta da sola e liquefatta in troppi mestoli insipidi di acqua. Manca una guida carismatica nel  nostro paese, come fu Gandhi in India, una guida positiva certo perché anche Hitler e Mussolini lo furono. In poche parole abbiamo necessità di ricompattare la nostra nazione per camminare in un'unica direzione, che non dovrà per forza essere il benessere economico, ma almeno il ritrovamento della serenità.


italo suris

lunedì 20 febbraio 2012

le castagne dal fuoco


Seguo con interesse il lavoro di Mario Monti. C'è come in tutte le cose ed in ogni situazione, chi lo apprezza e chi no. Personalmente osservo in silenzio, non mi sento preparato, non solo per poter giudicare ciò che sta facendo, ma addirittura per capire alcuni aspetti delle sue scelte. Per me la finanza è una materia ostica, sono stato abituato a lavorare, ad eseguire e, a parte i prestiti o il mutuo, in economia più di là non sono andato. La mia impressione è questa i tempi che si è prefisso per raddrizzare, se così vogliamo dire, la barca, sono sicuramente brevi. Tre anni non sono granchè per risolvere problemi incancreniti. Sicuramente se i tradizionali politici stanno buoni, cosa che ritengo molto probabile, visto che il "Mario super Bross" sta levando loro le castagne dal fuoco, riuscirà nel suo intento. Da quel che ho capito è uno che non guarda in faccia a nessuno, sicuramente toccherà gli interessi di molte lobby, discutendone certo, ma chiedendo risultati concreti. E' impensabile cambiare il sistema in quattro e quattrotto. Pensiamo alla lotta alla criminalità organizzata, al cancro della corruzione di cui proprio in questi giorni si parla con insistenza e alla lotta all'evasione, che è ovviamente assieme alle altre due una delle maggiori priorità affinché il paese decolli economicamente. Senza quattrini e giustizia una nazione non va da nessuna parte. Come ho sempre sostenuto, trova urgenza la soluzione di altri problemi correlati quali, l'aumento degli stipendi, l'equità pensionistica, la riduzione delle tasse, l'educazione a lavorare in modo sinergico e non ultima la possibilità da parte dello Stato di promuovere, con iniziative concrete l'apertura di nuove ed efficienti ditte e l'impulso alla ricerca. Aggiungerei personalmente uno sguardo attento alla cultura e ai beni archeologici. Si sa per far ciò servono soldi e questi li versano nelle casse dello Stato, chi lavora e paga le tasse, è come un cane che si morde la coda, meno lavoratori e più evasione, meno crescita e maggior pericolo di soccombere o di passare nelle mani di imprese legate alle mafie. Pezzi di Stato lo sono già. Possiamo chiedere ad imprenditori e politici di fare pulizia all'interno?. Ritengo che costoro debbano ormai fare un esame di coscienza mettendo in discussione i pro e i contro di un sistema finora rivelatosi disastroso.

sabato 4 febbraio 2012

la cittadinanza è un diritto?

Non sono riuscito a leggere completamente  l'articolo sulla repubblica che parlava di cittadinanza agli stranieri.  I commenti e le chiacchiere lasciano il tempo che trovano. Dirò solo quello che ho sempre pensato e ho, in tempi non sospetti, anche messo nero su bianco. Lo ripeto ancora: cittadino italiano è, anzi dovrebbe essere,  non solo colui che nasce in Italia, a prescindere dal colore della  pelle o dalla forma dei suoi occhi, ma anche chi si impegna  per il bene della comunità. Mi conforta la statistica  letta da qualche parte. Nella stessa si dimostra come la produttività dei lavoratori immigrati sia superiore a quella di operai di etnia locale, sebbene vengano retribuiti con  una paga nettamente inferiore. Ma nella logica di potere e di arrogante pretesa di superiorità, questa è stata fino ad ora la normalità. Cosa ne consegue per il sistema economico italiano? Semplice che nei paesi abituati da anni all'immigrazione e in cui vi è una maggiore integrazione sociale degli immigrati e che basano il proprio sviluppo su una condivisa sinergia fra i vari componenti della società, la crescita economica sarà superiore alla nostra. Tutto qui, a noi la scelta.

italosuris

venerdì 3 febbraio 2012

l'unico posto fisso in Italia? : "il precariato".






Che serve preparare degli ottimi laureati se poi questi sono costretti ad andare all'estero? Le polemiche suscitate dalle dichiarazioni di Monti su quanto sia noioso un posto fisso, sono a parer mio solo parzialmente condivisibili. Si fa presto a fare un confronto con l'America, paese in cui il posto fisso non è mai esistito.
 Ma al di là dell'atlantico gli spazi sono enormi, ci si sposta da una regione ( Stato) all'altra con estrema facilità per cercare, anzi trovare, lavoro. Certo con la crisi non è più così e secondo me il modello americano non è da noi perseguibile, fintanto ci saranno caste, lobby, mafie e corruzione.

Un modello come quello americano sarebbe accettabile solo se la crescita personale e la ricerca di lavoro, fossero basate sulla meritocrazia e non tanto sul clientelismo. Se i raccomandati fossero messi in condizione di non dover essere ricattabili e se le imprese fossero esenti da ingerenze politiche. Stiamo probabilmente andando nella giusta direzione, ma è ancora presto.

 L'Europa non è ancora una realtà, le madri italiane non sono come quelle inglesi, i ragazzi non amano allontanarsi da casa. Il problema quindi è anche sociale oltre che politico. Il nepotismo imperversa, e le amministrazioni pubbliche sono piene di figli e nipoti che, anche se preparati, non hanno dovuto affrontare una seria selezione per occupare posti di un certo prestigio.

 Libero mercato non significa certo liberalizzare i posti nei call-cnter ma impegnarsi affinché sia data ad ognuno la possibilità di misurarsi con esso ad armi pari. Uno stato civile e democratico aiuta chi ha delle potenzialità, lo asseconda e ne sfrutta poi per la società, la preparazione e l'intelligenza. A che serve dare l'istruzione ai nostri giovani laureati se poi i migliori sono costretti ad andare all'estero? E perché mai le ditte devono appoggiarsi a politici per controllare il mercato? o gli imprenditori scendono in politica? Non si chiama questo conflitto d'interessi? e non si crea con ciò un sistema artefatto?

E' impensabile quindi finché il sistema non sarà cambiato pretendere un nuovo tipo di modello, anche perché molte  ditte vivono ancora con i soldi pubblici o, attraverso i politici, riescono a non pagare allo Stato quello che dovrebbero e, dovendo assecondare quindi richieste degli stessi, non sono libere di creare i presupposti di un mercato libero da forzature ed elastico.

 Bene quindi all'Europa unita, cambiamo pure il sistema previdenziale ma non giochiamo come al solito barando. Le regole in Europa devono essere eguali per tutti, sia economicamente, sia eticamente.


italo suris

domenica 23 gennaio 2011

"a livella"


Vi ricordate quando all'estero, sopratutto in Germania, gli immigrati italiani venivano chiamati macheroni?. Quanto tempo è passato, ricordi ormai rimasti nell'oblio. La nostra terra è terra di immigrazione, una terra in cui ci si permette di decidere della vita e della speranza di molti, in cui le regole servono non tanto per dare ordine e legalità, ma come deterrente e/o discriminazione, per far pesare la "civile" inciviltà nostrana, il narcisismo di uno smisurato super ego che la stessa camuffa, nelle scelte comportamentali di lavoratori indifesi. Non è forse più una questione di razza o provenienza, nemmeno esiste più la provocante conflittualità fra il meridionale ed il settentrionale, " il terrone o il polentone",termini passati in disuso, ora la differenza la fa il capitale e con esso la posizione sociale. Quando si entra in un negozio o in un locale, vieni squadrato da testa a piedi, le finanziarie e le banche analizzano i movimenti, il datore di lavoro guarda non tanto il tuo curriculum quanto la griffe della borsetta e l'albero genealogico di famiglia, sì viviamo in un mondo difficile, in un sistema in cui l'apparenza vale molto più della sostanza. Sembrare e non essere sono le regole incise nel nuovo codice comportamentale. Certo l'italiano è diventato un popolo di snob, un insieme di poveri arricchiti
come diceva mia madre " pezzent' sagliut". Ecco perché la sinistra non emerge, non fa scic e apparentemente livella, come la morte e noi non vogliamo confonderci, vogliamo essere un tantino più sù, architetti, imprenditori, generali, cardinali, medici, direttori di banca, manager, piloti e chi più ne ha più ne metta. Chi vuole essere operaio? chi desidera prendersi l'ombrello nel culo?, il famoso ombrello di altan?. Esiste ancora il cipputi o è scomparso con la sua dignità di lavoratore, le sue mani callose sporche di grasso, la tuta blu con le bretelle, con la sua faccia rugosa e il suo sorriso sdentato? Chi è quel pazzo che desidererebbe vivere di stenti e di fatica? nessuno ovvio, non siamo certo dei masochisti e preferiamo la cravatta a pallini su sfondo grigio e un vestito a doppio petto alla camicia a quadri e ai pantaloni di cotone color blu notte. Anch'io, nella mia smisurata megalomania, ho sempre desiderato essere un bravo imprenditore e come tale ho sempre pensato, arrivando a proporre proprio come Marchionne, una ad partecipazione della classe operaia agli utili della società già nel 1986. Hanno riso di me, ora non tanto. Ma c'era bisogno di arrivare a questo? ora è più arduo e più doloroso risalire la china, sicuramente ce la faremo a discapito come è chiaro di chi prende 1200€ al mese sembrerebbe. Non è certo ciò che mi auguravo avvenisse. Il benessere non è ricchezza. Ora penso qual'è il messaggio che si vuole dare " diventiamo tutti imprenditori e prendiamoci le nostre responsabilità" per caso?. Sarebbe il messaggio più sbagliato e contrario a ciò che necessita in questo momento, un momento drammatico per la nostra economia in cui sì è indispensabile venire incontro alle esigenze di una moderna classe operaia, ma nel contempo è necessario e rafforzare in essa sentimenti di fiducia, stima, speranza e dignità personale. Non parlo della responsabilità, quella ritengo ci sia sempre stata nella stragrande maggioranza dei lavoratori, per quel che so e per quanto mi riguarda. Lo dico perché così facendo rafforzeremmo proprio quel concetto che per migliorare bisogna essere tutti imprenditori che è diverso a parer mio da essere partecipi responsabilmente. Non è il danaro che ci rende responsabili, ma la consapevolezza e la partecipazione non solo agli utili, ma anche alle scelte imprenditoriali. In poche parole essere uniti nel bene e nel male.

martedì 18 gennaio 2011

maledetta solitudine


L'uomo più discusso, più ricco e più potente d' Italia scopriamo che è il più solo, il più fragile, il più esposto ricattato e ricattabile. E' questa l'impressione che ho di Berlusconi.Un' impressione suffragata dalle dichiarazioni e dalle intercettazioni della stessa Ruby, schiava aguzzina, cinica e determinata a raggiungere il successo. Un obiettivo agognato da quando fuggì di casa per recarsi a Milano. Una ragazza come tante affascinata dall'opulenza, dalla fama, dalla notorietà, che venga pur questa da comportamenti trasgressivi. Prima Noemi poi questa figlia di padre arrivato dal nordafrica, più precisamente dal Marocco, e di madre italiana. Ruby è una ragazza cresciuta troppo in fretta che vuole fuggire probabilmente dalla miseria e dal suo stesso passato, che desidera riscattare sé stessa e la sua famiglia dal giudizio impietoso di gente che probabilmente non è riuscita ad accettare, integrandola nella società, il suo nucleo familiare. Sono supposizioni queste s'intende, mie supposizioni personali. Eppure quanto si somigliano nel carattere i due protagonisti di questo reality show nostrano, ci sarebbe da pensare, da lasciar passare, in segno di comprensione e compassione, se non fosse che di mezzo c'è il nostro presidente del consiglio e con esso l'immagine di tutta la nazione. Non so se quello che scrivono i giornali corrisponda al vero, so solo che c'è un'inchiesta e che Silvio parrebbe non voler chiarire dinnanzi all'autorità proposta," i pm , come qualunque cittadino dovrebbe fare", la sua posizione. Se ciò avvenisse, sarebbe un fatto molto grave, con un significato d'altrettanta gravità, chiunque può intuirlo. Ma torniamo al vero motivo per cui scrivo, la solitudine e la ricerca spasmodica di approvazione e amore da parte del leader. Già perché solo un uomo solo e " malato di protagonismo e amore " potrebbe pagare per essere amato. E' sicuramente un segno di disistima, evidenzia la necessità di una continua verifica del proprio valore. Un valore che si quantifica in questo caso con la quantità di donne " conquistate ", influenzate dal fascino del grande conquistatore o dall'odore dei suoi soldi. Grande sofferenza quindi di un uomo che per essere accettato ritiene, come probabilmente qualcuno gli ha fatto credere che si debba per forza essere qualcuno, un grande, un potente. quanta sofferenza, signori, quanta miseria umana, gran brutto affare per la nostra nazione ma sopratutto per un uomo con tante mogli ma eternamente solo.

giovedì 13 gennaio 2011

tutti al mare


Mi rifaccio alla dichiarazione del premier Silvio Berlusconi " se vince il no giusto andarsene dall'Italia" Probabilmente guardando la cosa sotto l'ottica prettamente imprenditoriale la frase potrebbe suonare corretta, ma.. Ci sono più di una motivazione che avvallerebbe l'inadeguatezza di tali dichiarazione. Primo chi le ha dette non è uomo qualunque, ma un personaggio politico di rilievo istituzionale e con grossi conflitti d'interesse. Secondo è una logica disfattista in cui pur dando la possibilità di esprimersi liberamente, non si accettano le conseguenze di una eventuale scelta non conforme alle proprie esigenze o aspettative. Terzo La dichiarazione avvalora la tesi che in Italia non c'è futuro né per un'imprenditoria seria ma neppure per chi volesse crearsi un futuro in base a risultati basati esclusivamente sulla meritocrazia e capacità. Lascino quindi come ormai purtroppo già stanno facendo tutti coloro che meritano un futuro migliore, parlo ovviamente dei cervelli già peraltro in fuga e dei lavoratori con capacità e qualificazione di alto livello. Seguano pure la Fiat o altre multinazionali nei vari spostamenti. E l'Italia? vi chiederete. Beh l'Italia potrà pur restare terra di mafia e di camorra, di vecchi pensionati e di politici irresponsabili e corrotti.


italo suris

martedì 11 gennaio 2011

il germe maledetto


Cosa sta succedendo nel mondo, e in Italia?. Ho terminato di lavorare da appena un anno e già mi sembra di vivere in un altro mondo, un mondo a me estraneo sotto taluni aspetti. Gira talmente velocemente che non riesco a seguire e a capire tutti gli avvenimenti, le scelte politiche ed imprenditoriali, eppure poter diventare un buon imprenditore è sempre stato il mio sogno. Ho lavorato con passione per quasi quarant'anni, ho dato il massimo per il piacere di essere il migliore, per il gusto di fare cose belle per me e per la società. Quando parlo di società, parlo del mio paese, dell'Italia, del Friuli, terre che non riconosco più tanto sono distanti ormai dal mio utopico concetto di nazione e di appartenenza. L'Italia è diventata come l'Afghanistan, terra di Clan e di complotti, di soprusi e di guerra. Si certo la guerra è in atto e nessuno se ne avvede. E' una guerra senza esclusione di colpi, una guerra di poteri occulti, in cui la sostanza è l'apparenza o viceversa. Onestamente ho sempre ingenuamente pensato che la società Italiana avrebbe potuto superare momenti di massima difficoltà solo con la coesione e la condivisione. Ora ho capito che è un sogno che non c'è un leader capace di ottenere questo importante risultato, ho capito che gli interessi sono enormi, grandi quanto il personale egoismo, un sentimento questo che si esprime in maniera ambigua, camuffandosi talvolta in generosità. Proprio stasera ho sentito dire che in Italia si sta bene. Non l'ho certo sentito dire dai Rom, o dai marocchini o dai clandestini. Non l'ho sentito dire nemmeno dai disoccupati, quei giovani disoccupati che vivono in un limbo, senza futuro seguendo e perseguendo obbiettivi che talune volte si scoprono sogni. Un sogno di stabilità, un sogno di un governo capace, un sogno di una famiglia normale, normalissima, anzi più di normale, minimale direi. Una famiglia ridotta ai sentimenti grandi e potenti, sentimenti d'amore. Ecco cosa salva ancora i nostri ragazzi, l'amore e la speranza resterà viva finché ci sarà amore. Un sentimento ormai dimenticato in un paese cinico e egoista. Marchionne e la globalità. Ma può un manager dettare le scelte di mercato senza tener in considerazione la differenza culturale, antropologica, e sociale di un popolo?. Si può cambiare in fretta, tanto in fretta per poter affrontare ad armi pari una sfida mondiale impari per il contesto mondiale, possiamo competere nel prezzo con imperi di uomini e materie prime?FOLLIA, PURA FOLLIA!!! Serve ancora andare a cercare la responsabilità di tutto ciò e far pagare coloro che hanno provocato volontariamente questa crisi finanziaria? O come al solito "quel che è stato è stato, scordiamoci il passato, etc. etc. etc."In altri tempi avrei dato una risposta repentina, senza nemmeno pensarci avrei mandato alla forca i grandi capitalisti, gli speculatori. Ora mi guardo allo specchio e mi chiedo: " c'è il germe maledetto della speculazione e dell'avidità anche in me?" Incominciamo a chiedercelo, troveremo una risposta e i nostri figli probabilmente saranno un pò più sereni, ne sono convinto. Non vinceremo forse la sfida con l'oriente o con l'occidente, saremo forse tutti più poveri, ma sicuramente più uniti e allora potremo guardare con serenità al futuro.

mercoledì 22 dicembre 2010

avidità e arroganza


Conflitto d'interessi e conflitto fra generazioni. Questo è ciò a cui stiamo assistendo da un po' di giorni. Gli studenti sono convinti che questo governo voglia allontanare molti giovani dalla possibilità di crearsi un futuro basato sulla meritocrazia, a favore dei ricchi e potenti. Che vi sia apparentemente, come dichiarato dalla ministra Gelmini, come risultato della legge in approvazione al Senato, l'eliminazione del nepotismo e dei Baronati, mi lascia perplesso e scettico. Un nome per tutti" il trota" mi fa pensare che i nostri politici siano i primi ad usare il loro potere per allargare e rafforzare la loro influenza assumendo in posti chiavi parenti ed amici degli amici. E' anche questo cattivo costume e che io ricordi, nessun ministro o parlamentare si è dimesso perché un parente o un congiunto abbia occupato un posto altrettanto rilevante nell'amministrazione pubblica. Ricordiamoci di Mastella e della moglie, di Bossi e del figlio, di Dini e di molti altri. I ragazzi d'oggi vogliono spazio, ma anche legalità, pari opportunità, un futuro che non sia quello di operaio come lo è stato quello del padre. Desiderano legittimamente crescere, realizzarsi, concretizzare i propri sogni. Certo la realtà è diversa, la vita è più dura di quanto si pensi e la democrazia va salvaguardata giorno dopo giorno, lottando per valori supremi quali la libertà e l'uguaglianza. Siamo sicuramente in un periodo difficile per la nostra nazione, un momento importante e complicato. Il mondo attorno a noi corre vertiginosamente e stati e nazioni totalitarie per poter competere nel mercato globale sono costrette giorno dopo giorno a scendere a compromessi con la società civile. L'auto referenzialità dei nostri uomini di governo, la loro cieca ed abbietta presunzione, l'arroganza a cui ogni giorno siamo costretti ad assistere, non permettono un dialogo sereno fra le classi sociali. La smania di potere e l'orgoglio smisurato al quale si uniscono grossi interessi economici personali, la mancanza di una vera leadership nell'opposizione stanno creando un clima incandescente. Se a ciò aggiungiamo l'aumento della vita media e il conseguente allungamento dell'attività lavorativa, la corruzione, e la criminalità, è evidente quanto alto possa essere l'allarme in quei giovani che vedono precluse ogni possibilità di una vita decente. Fra uomini che si sono fatti da sé???? è facile pensare che chi ha testa e volontà può raggiungere il successo o farsi un futuro. Indubbiamente lo stato assistenziale in economia è un danno, la concorrenza dovrebbe sviluppare la crescita, certo, ma quando è sana e non si gioca a carte truccate, quando cioè non ci si mette in politica per essere agevolati negli affari di famiglia. Qui ovviamente ogni riferimento è puramente casuale. In Italia il 10% della popolazione possiede la metà della ricchezza e chi è ricco può permettersi di tutto in questo paese, anche comprarsi il futuro se non è già un presente. Allora il danaro è controproducente per il rilancio della nazione, altro che scuole private, tutti dovrebbero studiare nelle scuole pubbliche, anche i figli di papà i quali peraltro dovrebbero far gestire l'azienda di famiglia al compagno di classe più bravo, e anche come si faceva una volta qui in Friuli dargli una piccola partecipazione nella società, perché no?. Un consiglio ai ragazzi, l'Italia è perduta come Napoli e altre città d'Italia. Andatevene via ad imparare in nazioni in cui vengono premiate la meritocrazie, i risultati concreti e non la sudditanza. Imparate lavorate sodo e se proprio volete tornare in questo squallido paese fatelo dopo solo dopo, quando chiederanno di voi e saranno disposti ad ascoltare le vostre proposte, appoggiare le vostre idee, chiedere umilmente consigli; in poche parole amarvi e stimarvi per quello che siete e non solo per quello che sapete dare. Abbiate pazienza almeno finquando le cose si sistemeranno. Poi nel tempo tutto tornerà come prima, la presunzione e l'avidità prevarranno sull'intelligenza e la passione, ma questa è altra storia e toccherà ai vostri figli o ai vostri nipoti ribellarsi all' avidità e al malcostume delle vecchie generazioni. Auguri ragazzi.

italosuris

martedì 7 dicembre 2010

la caduta degli Dei


Come un ghiro dopo un lungo letargo, si sta risvegliando il bisogno di nuova politica. Dove guardo guardo, leggo sigle e nomi strani, movimenti associazioni, ulteriori richieste di appartenenza e di collaborazione. Mi domando, ma in questa Italia esistono ancora uomini liberi di decidere il proprio futuro senza doversi per forza schierare con un partito?Le difficoltà del nuovo governo, ad un attento osservatore e non, sono incontestabili. L'attività di proliferazione da parte dei vecchi e nuovi partiti è allo stato dei fatti anche troppo evidente e ciò vuol dire che si andrà a votare, bene o male e prima o poi, per riconfermare Berlusconi o eleggere un suo sostituto. Non credo o almeno è abbastanza improbabile che Silvio B. venga rieletto visto che a tutti gli effetti, direttamente o indirettamente, nel giusto o nel torto, rappresenta agli occhi dei partiti e di gran parte dell'opinione pubblica il motivo di scontri fra fazioni ed attriti fra nazioni. Tutto ciò anche se in politica estera le apparenze vengono salvate da dichiarazioni di grande amicizia, " fratelli coltelli", come si suol dire. E' innegabile infatti che un avvicinamento troppo interessato ad un partner non certo rispettoso degli equilibri economici e politici finora consolidati fra i paesi europei e gli Stati Uniti, quale potrebbe essere Putin , non è visto di buon occhio né dal partner alleato principale, né tantomeno al resto dei paesi occidentali. Parrebbe e infatti che il triangolo Berlusconi, Putin, Gheddafi potrebbe creare un nuovo assetto nell'area mediterranea ed influire pesantemente sull'approvvigionamento delle risorse naturali in gran parte del continente. Ognuno di questi potenti avrebbe, sempre a parer mio, il potere di influenzare stati limitrofi a discapito della leadership di quelli che erano nel mondo le nazioni simbolo. Parlo delle nazioni che avevano sconfitto nella 2^ guerra, accanto all'America, il Nazismo. Mi riferisco all'Inghilterra, da sempre alleata-cugina degli Stati Uniti; al Canadà, giardino di casa degli USA; all'Australia, feudo incontrastato del regno unito e di molti altri paesi del The Commonwealth britannico. Più di wikileaks, di Naomi di Rudy o della D'Addario; più del PD o di I.d.V., più dei magistrati, ritengo che la causa dell'eventuale caduta del nostro attuale primo Ministro potrebbero essere proprio lo stesso Berlusconi appoggiato in questo dallo stesso Putin, dalla confindustria, dall'America e l'Europa, nonché dalla chiesa...e forse anche un po' dai giovani e dagli operai che si sono riscoperti di sinistra. Certo che è buffo, un anticomunista sviscerato il cui potere potrebbe crollare solo per aver come alleato l'oligarca di una nazione comunista che desidera allargare la propria egemonia economica e politica su paesi già spartiti dalle potenze europee nel lontano 45 a Jalta.( Tra il 4 e l'11 febbraio dela 1945 nel palazzo imperiale di Livadia si tenne la Conferenza di Jalta, il più famoso degli incontri fra Stalin, Churchill e Roosevelt nei quali fu deciso quale sarebbe stato l'assetto politico internazionale al termine della Seconda guerra mondiale. In particolare, furono poste le basi per la divisione dell'Europa e del mondo in zone di influenza (per cui molti la ritengono il preludio della guerra fredda), per l'amministrazione della Germania occupata e per la successiva istituzione delle Nazioni Unite. )

domenica 14 novembre 2010

un gigante dai piedi d'argilla


In questi giorni si sta assistendo all'agonia di un governo che non ha governato. Non è retorica, ma al di là delle singole idee politiche, un buon governo si vede soprattutto dalla coesione dei suoi componenti. I partiti che lo hanno creato sono ormai antagonisti alla maggioranza stessa, non si può quindi asserire che questo governo rappresenti la volontà degli elettori. Per dimostrare ciò, si dovrebbe nuovamente votare, cosa che si spera non avvenga nell'immediato. Sarebbe irresponsabile chiedere le elezioni anticipate, solo un partito che non rappresenti il popolo italiano potrebbe desiderare che ciò avvenga. E' un momento delicato per il nostro paese e per la nostra economia e lo stesso partito di maggioranza non può certo continuare a governare. Esso infatti non rappresenta come continua a dire Berlusconi e i rappresentanti più influenti del pdl, il volere del popolo sempre che si consideri valida l'ipotesi che i vari leader che hanno creato la maggioranza siano essi stessi l'espressione del loro elettorato. L'UDC da tempo sta lavorando per creare un terzo polo e dal governo, non dimentichiamolo si è allontanato Follini prima e Casini più tardi. Ora anche Fini sta abbandonando la barca, creando non pochi problemi al primo ministro in carica e a tutto il suo enturage. Gli elettori sono sgomenti, guardano attoniti e allarmati a ciò che sta avvenendo e temono per ciò che potrebbe avvenire in un prossimo futuro. Il nostro caro premier si è inimicato tutti, la Chiesa, gli industriali, i suoi stessi alleati, gli operai, i sindacati o il sindacato, gli immigrati, i pensionati, sì proprio tutti ad eccezione delle escort e dei direttori dei giornali e delle televisioni a lui vicini. Ecco che la cosa più logica è fare un governo tecnico, con i rappresentanti della stessa maggioranza, che permetta di traghettare il nostro Paese verso nuove elezioni. Se così non fosse si aprirebbero scenari inquietanti. Non si deve considerarlo un complotto, la maggioranza non è in vendita non si può allargare un consenso comprandolo o promettendo cariche ministeriali, è necessario tornare alle elezioni. Chi ha permesso che avvenisse la crisi politica a cui stiamo assistendo, non può continuare a guidare la Nazione solo per interesse personale che sia esso dettato da smisurato orgoglio o da un tornaconto di altra natura. L'Italia nonostante tutto è un grande paese e non merita di essere vittima di faide interne.

italosuris

lunedì 8 novembre 2010

lo abbiamo preso!


Signori siamo nella cacca, sì avete capito bene; siamo nella merda più completa, lo abbiamo preso!. L'Italia arranca, i troppi scandali, l'egoismo ma più di tutti l'invadenza e lo sfrenato egocentrismo alla fine hanno prevalso sui valori che hanno fatto di questo paese nel seicento il paese guida nel mondo. Dove sono gli artisti, i poeti, gli architetti, gli inventori i politici illuministi, nomi di cui sono pieni i nostri archivi?. Dove sono gli operai i vari cipputi che hanno creato con il loro uro lavoro i presupposti di uno sviluppo economico del paese?, è vero che la classe operaia è scomparsa oppure è verosimile che tale categoria si sia allargata ad altri ceti e il concetto di operaio debba essere rivisto alla luce di nuove esigenze e categorie?. Ascoltando ieri su che tempo che fa, ho colto nel discorso di Susanna Camusso, nuovo leader della CGIL, il concetto che espressi su questo blog e sui giornali locali alcuni anni fa: "gli interessi economici, imprenditoriali-finanziari e politici, hanno fatto sparire la figura dell'operaio" del guadagno e dello sviluppo economico impostato sulla ricerca, sull'innovazione, sui progetti e sul lavoro, elementi che fanno parte di un unico sistema di cui la parte imprenditoriale ed economica sono soggetti di determinante importanza, ma senza i quali la stessa imprenditoria non è sufficiente a creare ricchezza per una società che sia essa una nazione o un continente. La globalizzazione ha aperto nuovi scenari, mai più che adesso è necessaria la coesione sociale, il cointeresse e la condivisione di un progetto unico e di cui tutti gli elementi ne godano moralmente e materialmente i risultati. Accennai in questo diario non cartaceo al bisogno di rendere partecipi la classe operaia dei risultati dell'azienda. Mi riferivo ai risultati economici pur sottolineando che gli stessi non sono determinanti, anzi possono causare come avviene nel mondo imprenditoriale italiano, invidie rotture ambizioni, conflitti invece di una competizione sana basata su elementi di etica professionale e morale. Allorché si scelse di approvare l'articolo 18 che a parer di molti rendeva più flessibile il mercato, fui attaccato violentemente per le mie critiche, dai soliti politologi da bar. Il ragionamento invece non faceva una grinza, la mancanza di sicurezza , ma soprattutto di speranze avrebbe nociuto alla stessa classe imprenditoriale, lo smembramento di un sistema, senza peraltro averne in mente uno nuovo e più moderno, avrebbe portato la nostra economia allo stallo, i cointeressi nelle società imprenditoriali, dei nostri amministratori pubblici avrebbe creato gravi distorsioni nelle decisioni necessarie ad amministrare correttamente il paese. Così è avvenuto e se non ci sarà un'inversione di rotta, il disastro sociale e le violenze saranno inevitabili. Allo stato attuale, tutto è in mano dei nostri amministratori pubblici, ai politici che attualmente governano il paese di maggioranza e di opposizione. Ci troviamo davanti ad un bivio che inevitabilmente ci costringerà a fare delle scelte indispensabili; dentro o fuori dall'Europa, rottura o coesione sociale, crescita e movimento o paralisi definitiva della nostra imprenditoria. Il cerino, come dice Bersani si sta spegnendo e nell'era post industriale probabilmente non sarà riacceso più alla stessa maniera.
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